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Bootstrap

 

Bootstrap: farcela da soli con iniziative dal basso!

Il termine anglosassone bootstrap, letteralmente tirare su il proprio corpo agendo sulle stringhe delle scarpe, è il termine tecnico usato per indicare il processo di avvio di un computer da spento o a seguito di un riavvio.

Mi chiedo, è possibile il bootstrap della nostra comunità?
Io penso di sì e suggerisco gli ingredienti per realizzare una possibile ricetta.

 

Gli ingredienti sono questi:

  • Associazioni con obiettivi chiari e idee di base sulle quali sviluppare progetti concreti.
  • Persone competenti, presenti all'interno delle associazioni o cooptabili tra la cittadinanza.
  • Risorse materiali: terreni agricoli, immobili pubblici inutilizzati.
  • Strutture pubbliche anche fatiscenti, altre strutture pubbliche messe a disposizione dalla pubblica amministrazione o da privati che vogliono favorirne il recupero.
  • Finanziamenti da microcredito o da bandi europei aperti ai privati, o ancora da gruppi di cittadini sensibili al recupero di un bene (crowdfunding).

 

Una possibile ricetta è la seguente:

  • Mettere in contatto le associazioni in modo che siano consapevoli e informate sulle competenze presenti nelle altre associazioni e soprattutto sugli obiettivi delle altre associazioni.
  • Stimolare le associazioni a formalizzare, in forma scritta, una propria idea realizzabile per la città.
  • Individuare le migliori competenze di ogni associazione per creare un "Comitato delle competenze", spendibile nell'integrazione delle idee espresse in forma scritta dalle associazioni, individuando punti di forza e di debolezza delle idee.
  • Creare nuove associazioni che coprano "tematiche non coperte da servizi", individuate attraverso l'analisi competente delle idee soggette a integrazione.
  • Spingere verso la creazione di nuove associazioni focalizzate su tematiche precise e circoscritte come le tematiche di quartiere e il potenziamento dei servizi periferici (luoghi di svago per anziani e giovani, biblioteche, spazi attrezzati per l'arte e la musica, giardini, orti di quartiere... e quant'altro vi venga in mente).
  • Attraverso il "Comitato delle competenze", interdisciplinare e in forza a tutte le associazioni (con elementi provenienti da tutte le associazioni), selezionare le idee che hanno priorità per lo sviluppo di progetti.
  • Individuare le caratteristiche delle idee che possono essere unificate in una visione complessiva facilmente integrabile in progetti distinti e indipendenti ma convergenti, seguendo regole comuni esprimibili dal comitato sotto forma di "Linee Guida".
  • Formare gruppi di lavoro per la scrittura dei progetti (progettazione partecipativa).
  • Stabilire criteri di dispiegamento dei progetti (in caso di finanziamento) e priorità.
  • Comunicare i risultati formali alla cittadinanza e alle istituzioni cercando appoggio per attivare una campagna di ricerca fondi che utilizzi tutti i mezzi e le tecnologie possibili oltre ai media tradizionali come televisione, radio e carta stampata!
  • A partire dal "Comitato delle competenze" attivare un gruppo (temporaneo) per il monitoraggio dei bandi e modalità diversificate di comunicazione collettiva: social, siti/portali, blog collettivi, e-mail list... e quant'altro concorra a una diffusione delle idee di base e dei progetti al fine di rendere capillare la diffusione dei risultati dello sforzo della comunità.
  • Selezionare bandi e partecipare a gare (europei, nazionali, regionali e comunali) e finanziatori pubblici e privati per l'attivazione parallela delle diverse iniziative.
  • Contattare cittadini con competenze nel finanziamento dei progetti.

 

Ricadute del processo.

  • L'incontro delle competenze presenti nelle associazioni o cooptate permetterà di trovare soluzioni normalmente escluse dai processi decisionali (soluzioni laterali), e soluzioni nuove scaturite dalla integrazione di due o più idee, sviluppabili in due o più progetti.
  • L'incontro delle competenze presenti nelle associazioni o cooptate permetterà, in alcuni casi, di fondare nuove imprese, ad esempio di servizi per l'impresa (formazione, tutoring, consulenza...).
  • L'incontro delle competenze presenti nelle associazioni o cooptate permetterà di dispiegare corsi di formazione per avviare attività imprenditoriali dal basso in vari settori economici.
  • Gli eventuali corsi di formazione, anche in stretta collaborazione con le scuole del territorio, potranno essere basati sulla realizzazione di progetti concreti (learning by doing), attraverso i quali produrre un risultato utilizzabile dalla comunità, contemporaneamente all'apprendimento delle nuove tecnologie o tecniche.
  • Gli allievi dei corsi di formazione su progetto potranno essere, essi stessi, veicolo di trasferimento formativo: ad esempio per la riduzione del divario digitale tra generazioni (giovani-anziani).
  • Potranno realizzarsi pubblicazioni su ogni argomento del processo e su tematiche che potenziano la consapevolezza collettiva sulla ricchezza umana e materiale della comunità.
  • Potrà attuarsi una rivitalizzazione motivazionale, a tutti i livelli, della cittadinanza, consolidando la consapevolezza della forza intrinseca delle relazioni territoriali tra cittadini e risorse del territorio.

E non si esaurisce qui... sono certo che anche tu hai qualcosa da aggiungere, da discutere oppure da migliorare!

Questo sistema integrato di portali ha lo scopo di facilitare e storicizzare questo processo di innovazione e creatività territoriale.

Sii partecipe del cambiamento!    Click to listen highlighted text! Bootstrap: farcela da soli con iniziative dal basso! Il termine anglosassone bootstrap, letteralmente tirare su il proprio corpo agendo sulle stringhe delle scarpe, è il termine tecnico usato per indicare il processo di avvio di un computer da spento o a seguito di un riavvio. Mi chiedo, è possibile il bootstrap della nostra comunità?Io penso di sì e suggerisco gli ingredienti per realizzare una possibile ricetta.   Gli ingredienti sono questi: Associazioni con obiettivi chiari e idee di base sulle quali sviluppare progetti concreti. Persone competenti, presenti allinterno delle associazioni o cooptabili tra la cittadinanza. Risorse materiali: terreni agricoli, immobili pubblici inutilizzati. Strutture pubbliche anche fatiscenti, altre strutture pubbliche messe a disposizione dalla pubblica amministrazione o da privati che vogliono favorirne il recupero. Finanziamenti da microcredito o da bandi europei aperti ai privati, o ancora da gruppi di cittadini sensibili al recupero di un bene (crowdfunding).   Una possibile ricetta è la seguente: Mettere in contatto le associazioni in modo che siano consapevoli e informate sulle competenze presenti nelle altre associazioni e soprattutto sugli obiettivi delle altre associazioni. Stimolare le associazioni a formalizzare, in forma scritta, una propria idea realizzabile per la città. Individuare le migliori competenze di ogni associazione per creare un Comitato delle competenze, spendibile nellintegrazione delle idee espresse in forma scritta dalle associazioni, individuando punti di forza e di debolezza delle idee. Creare nuove associazioni che coprano tematiche non coperte da servizi, individuate attraverso lanalisi competente delle idee soggette a integrazione. Spingere verso la creazione di nuove associazioni focalizzate su tematiche precise e circoscritte come le tematiche di quartiere e il potenziamento dei servizi periferici (luoghi di svago per anziani e giovani, biblioteche, spazi attrezzati per larte e la musica, giardini, orti di quartiere... e quantaltro vi venga in mente). Attraverso il Comitato delle competenze, interdisciplinare e in forza a tutte le associazioni (con elementi provenienti da tutte le associazioni), selezionare le idee che hanno priorità per lo sviluppo di progetti. Individuare le caratteristiche delle idee che possono essere unificate in una visione complessiva facilmente integrabile in progetti distinti e indipendenti ma convergenti, seguendo regole comuni esprimibili dal comitato sotto forma di Linee Guida. Formare gruppi di lavoro per la scrittura dei progetti (progettazione partecipativa). Stabilire criteri di dispiegamento dei progetti (in caso di finanziamento) e priorità. Comunicare i risultati formali alla cittadinanza e alle istituzioni cercando appoggio per attivare una campagna di ricerca fondi che utilizzi tutti i mezzi e le tecnologie possibili oltre ai media tradizionali come televisione, radio e carta stampata! A partire dal Comitato delle competenze attivare un gruppo (temporaneo) per il monitoraggio dei bandi e modalità diversificate di comunicazione collettiva: social, siti/portali, blog collettivi, e-mail list... e quantaltro concorra a una diffusione delle idee di base e dei progetti al fine di rendere capillare la diffusione dei risultati dello sforzo della comunità. Selezionare bandi e partecipare a gare (europei, nazionali, regionali e comunali) e finanziatori pubblici e privati per lattivazione parallela delle diverse iniziative. Contattare cittadini con competenze nel finanziamento dei progetti.   Ricadute del processo. Lincontro delle competenze presenti nelle associazioni o cooptate permetterà di trovare soluzioni normalmente escluse dai processi decisionali (soluzioni laterali), e soluzioni nuove scaturite dalla integrazione di due o più idee, sviluppabili in due o più progetti. Lincontro delle competenze presenti nelle associazioni o cooptate permetterà, in alcuni casi, di fondare nuove imprese, ad esempio di servizi per limpresa (formazione, tutoring, consulenza...). Lincontro delle competenze presenti nelle associazioni o cooptate permetterà di dispiegare corsi di formazione per avviare attività imprenditoriali dal basso in vari settori economici. Gli eventuali corsi di formazione, anche in stretta collaborazione con le scuole del territorio, potranno essere basati sulla realizzazione di progetti concreti (learning by doing), attraverso i quali produrre un risultato utilizzabile dalla comunità, contemporaneamente allapprendimento delle nuove tecnologie o tecniche. Gli allievi dei corsi di formazione su progetto potranno essere, essi stessi, veicolo di trasferimento formativo: ad esempio per la riduzione del divario digitale tra generazioni (giovani-anziani). Potranno realizzarsi pubblicazioni su ogni argomento del processo e su tematiche che potenziano la consapevolezza collettiva sulla ricchezza umana e materiale della comunità. Potrà attuarsi una rivitalizzazione motivazionale, a tutti i livelli, della cittadinanza, consolidando la consapevolezza della forza intrinseca delle relazioni territoriali tra cittadini e risorse del territorio. E non si esaurisce qui... sono certo che anche tu hai qualcosa da aggiungere, da discutere oppure da migliorare! Questo sistema integrato di portali ha lo scopo di facilitare e storicizzare questo processo di innovazione e creatività territoriale. Sii partecipe del cambiamento!  Powered By GSpeech

 

 

 

  

Mauro Ennas 

(Iglesias, classe 1965)

1984  Maturità scientifica presso il Liceo "G. Asproni" di Iglesias;  1994 Borsa UE-RAS  qualifica regionale di "Esperto in progetto e gestione di servizi telematici";  1995-1997 Associato alla ricerca: tesi sperimentale in geofisica computazionale e calcolo parallelo (CRS4-HPC); 1998 Laurea in ingegneria  presso l'Università degli studi di Pisa e abilitazione professionale in ingegneria dell'informazione IET; 2009-2010 Master di  secondo livello in cultura dell'innovazione, mercati e creazione d'impresa presso l'Università degli studi di Bologna (borsa di studio); 1999-2000 Amministratore di sistema e di rete (CRS4); 2000-2004 Attività autonoma di consulenza tecnologica e formazione; 2001-2002 System Engineer per Smarten Software SpA; 2005-2006 Istruttore Direttivo Informatico per la Comunità Montana del Nuorese (vincitore di concorso pubblico); 2006-2008 Lead/Senior Integration Engineer per Algorithmics Ltd. (Londra, Madrid, Milano); 2012-2013 MOOC coursera.org (10 certificazioni: Intelligenza artificiale, elaborazione dati, e strategie economiche per l'avviamento di imprese innovative); 2015-2016 Progetto di un prototipo per la valutazione delle competenze e il monitoraggio remoto (gestione controllata dei concorsi pubblici e dei test di ammissione). 

 

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