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Il recupero del Pozzo Baccarini

 

 

 

Dopo tanti anni di lavoro e sacrifici dedicati alle aziende in cui ho prestato e presto servizio, nel 2012 ho deciso che era arrivato il momento di realizzare qualcosa per me e la mia famiglia.

Così con dei famigliari, ci siamo trovati a condividere un idea, quella di acquistare un immobile da restaurare e trasformare in struttura ricettiva, un giorno durante una ricerca su Internet mi è apparso per incanto un immobile, fu amore a prima vista.

 

L'indomani mi recai immediatamente in situ, per toccare con mano, e lì mi accorsi che si trattava di un sito minerario dismesso, con la presenza di un pozzo sigillato che riportava una scritta: "Pozzo Baccarini".

Rientrato al mio domicilio, cominciai la ricerca su Internet per capire cosa avevamo di fronte, la ricerca mi portò al sito "minieredisardegna.it" che diceva: "Unica struttura rimasta in piedi del cantiere Baccarini; del castello rimane solo il basamento, mentre del locale argano non esiste più traccia".

Da quel momento partirono le ricerche su due fronti, quello in situ alla ricerca dei locali mancanti e quello negli Archivi Comunali di Iglesias .

Nei giorni seguenti prendemmo atto di tutta la proprietà in vendita, che al proprio interno comprendeva svariati immobili, segno di un passato minerario e ferroviario glorioso.

A questo punto optammo per l'acquisto del sito e nei giorni a seguire arrivarono, (grazie alla ricerca archivistica) le prime foto, e a seguire i primi progetti originali del 1880/81, non nego che fu una grande emozione .

Da Pozzo Baccarini partì la realizzazione di quella che tutt’oggi è considerata l’opera mineraria più importante d’Italia del XIX secolo (la Galleria di scolo Umberto I), un'opera faraonica che permise a partire dal 1889 (anno in cui venne intercettata la "Gran Sorgente") l’abbassamento del "Bacino idrostatico dell’Iglesiente", una galleria che dalla Miniera di Monteponi doveva drenare le acque che allagavano i giacimenti verso la Laguna Sa Masa in territorio comunale di Gonnesa.

Il sito minerario Pozzo Baccarini è legato fortemente alla gloriosa storia della Società Monteponi.

Nel 1850 venne costituita la Società Monteponi con sede legale in Genova, con lo scopo di prendere in gestione per 30 anni la Reggia Miniera di Monteponi, il primo presidente Fu il banchiere Paolo Antonio Nicolay. Ottenuta la concessione partirono immediatamente i lavori di modernizzazione della miniera che sino ad allora era stata organizzata con tecniche antiquate di coltivazione, una delle prime opere della Società però fu quella di sistemare la mulattiera che dalla Miniera di Monteponi raggiungeva il punto più vicino per l'imbarco del minerale, la spiaggia di Fontanamare. Inoltre il Keller (uno dei primi direttori della miniera), riorganizzò i trasporti del minerale all'interno delle gallerie e nei piazzali esterni sino ai cantieri di trattamento adottando l'innovativo sistema ferroviario a scartamento ridotto 600mm . L'ing. Keller forse, non aveva un ottimo rapporto con l'allora Presidente della Società, il banchiere Paolo Antonio Nicolay e nel 1854 abbandona la direzione che rimase vacante sino al 1861 anno in cui arrivò a Monteponi un piccolo genio, l'ing. Adolfo Pellegrini che all'epoca aveva solo 23 anni .

L'arrivo del Pellegrini e nel 1862 la nomina del nuovo Presidente il Conte Carlo Baudi di Vesme diedero inizio al famoso Periodo Eroico, periodo in cui la Società dovette affrontare vere e proprie sfide per risolvere svariati problemi primo fra tutti il trasporto del minerale ai punti d'imbarco e contestualmente il problema dell'eduzione delle acque che presenti in enormi quantità nel sottosuolo impedivano la coltivazione del minerale.

Per risolvere il problema dei trasporti diventati ormai troppo onerosi si attendeva la realizzazione della Ferrovia che da Iglesias doveva raggiungere il porto di Cagliari, ma quest'opera voluta fortemente da il Ministro Quintino Sella per dare più prestigio e importanza al porto del Capoluogo tardava ad essere realizzata, di conseguenza nell'inverno 1867/68 il Presidente della Società decise di realizzare una Ferrovia privata e diede incarico all'ing. Pellegrini di realizzarne il progetto. Come porto d'imbarco venne scelta la spiaggia delle Cannelle nella periferia di Portoscuso, con l'arrivo dell' ing. Eynard il 26 Aprile del 1870 vennero iniziati i lavori del primo troncone (Gonnesa- Spiaggia le Cannelle), nel mese di Dicembre dello stesso anno arrivarono le prime tre locomotive costruite in Inghilterra le Canada Works.

 

Con l'arrivo delle locomotive però si resero conto di aver commesso un grave errore tecnico, infatti le locomotive non montavano sui binari, che invece di avere uno scartamento metrico avevano una distanza interna tra le rotaie di 950mm, a questo problema però ovviarono modificando gli assi dei rotabili e finalmente, nella primavera del 1871, parti da Gonnesa il primo convoglio trainato da una locomotiva con destinazione il porto nella spiaggia delle Cannelle che, nel frattempo, era stata ribattezzata dall'ing. Pellegrini con il nome di Porto Vesme, in onore del Presidente della Società Monteponi Carlo Baudi di Vesme. Bisognerà aspettare 1875 per vedere le locomotive fare scalo a Monteponi, infatti il secondo troncone della Ferrovia venne terminato 4 anni più tardi, causa la realizzazione di opere veramente uniche per la nostra Regione, come il piano inclinato (che dalla Stazione doveva raggiungere la Miniera che si trovava oltre 100m più il alto) e la Galleria Pellegrini lunga 130 m realizzata in Località "Funtana Crobetta".

Contestualmente alla realizzazione della Ferrovia, l'ing. Pellegrini cercò di risolvere anche il secondo annoso problema, quello dell'eduzione delle acque per questo nel 1863 realizzò un Pozzo denominato Vittorio Emanuele II e nel 1874 Pozzo Sella, tutti questi sforzi però furono inutili e nel mese di Luglio del 1875 l'ing. Pellegrini rassegnò le dimissioni.

L'ing. Pellegrini lasciò la Società dopo aver risolto gran parte dei problemi tranne uno, il più impegnativo, l'eduzione delle acque, intanto la Società corse ai ripari nominando il nuovo direttore della Miniera l'ing. Erminio Ferraris.

Il Ferraris si dedicò immediatamente al problema dell'eduzione e sentiti i pareri di altri illustri ingegneri minerari operanti nelle miniere dell' Iglesiente arrivò alla conclusione che l'unica soluzione per risolvere il problema delle acque era quella di realizzare una Galleria di scolo sotterranea che dalla Miniera di Monteponi doveva raggiungere la Laguna di Gonnesa svuotando in questo modo il bacino idrostatico.

La realizzazione di quest'opera faraonica sarebbe stata troppo onerosa per una Società privata soprattutto in considerazione del fatto che nel 1880 sarebbe scaduta la concessione della Reggia Miniera.

A questo punto lo Stato e la società privata trovarono un accordo che prevedeva la concessione perpetua della miniera, a condizione che la Società Monteponi realizzasse a proprie spese la Galleria.

E così il giorno 3 Luglio 1880 in occasione dell'inaugurazione delle Ferrovie della Sardegna, il Ministro alle infrastrutture Alfredo Baccarini si recò in visita ad Iglesias e alla Miniera di Monteponi.

Terminata la visita alla Miniera il Ministro accompagnato dall'ing. Ferraris si recò in territorio di Gonnesa viaggiando in una carrozza passeggeri della linea privata, percorsi alcuni chilometri il convoglio si fermò poco dopo la Galleria Pellegrini, dalla carrozza scesero il Ministro la figlia Maria il Ferraris ecc. il primo spinse l'esploditore che fecce brillare le mine per il nuovo Pozzo (Pozzo Baccarini) da cui partì la realizzazione della Faraonica "Galleria di Scolo Umberto I", la figlia Maria fece brillare la mina per una galleria di servizio al Pozzo (Galleria Maria).

Ingresso Galleria Maria 1880

 

 Pozzo Baccarini 1881

 

Nei mesi successivi i lotti di terreno attorno il Pozzo vennero trasformati in un grosso cantiere, vennero realizzati diversi immobili che dovevano contenere nuovi ed innovativi macchinari tra cui: Due grosse macchine a vapore; Due macchine dinamoelettriche Siemens; Una macchina d'estrazione ad acqua compressa; I compressori; Un sistema di ventilazione per la Galleria; Una linea elettrica con illuminazione a lampadine Cruto e Swan; Una pompa elettrica per portare l'acqua alla macchina d'estrazione; Una linea telefonica dal Pozzo verso la Miniera e la Stazione di Gonnesa.

Il cantiere Baccarini rimarrà in funzione sino al 1889 anno in cui venne intercettata la Gran Sorgente che permise l'abbassamento idrostatico di tutto l’anello metallifero dell'Iglesiente, negli anni a seguire venne utilizzato come abitazione privata e nel 1941 divenne un presidio militare e vennero realizzate diverse interruzioni minate, la Galleria Pellegrini diventa un bene da guastare ed al suo interno verranno realizzate 6 nicchie che avrebbero dovuto contenere ( in caso di sbarco delle forze alleate ) circa 1600 kg di Tritolo.

Il sito nel 1924 si arricchisce di un'altra opera d'arte, il Ponte FMS di Fontana Coperta.

 

Il progetto di recupero e valorizzazione

Successivamente alle scoperte, il progetto del B&B ha lasciato spazio ad un progetto più ambizioso, con la possibilità di creare occupazione in un contesto come il nostro, dove il lavoro sta diventando una chimera.

Oggetto dell'intervento di ristrutturazione sono i fabbricati rurali visibili nella fotografia storica. I fabbricati, ricadono nella sotto zona E5 del nuovo P. U. C. del Comune di Gonnesa che prevede lo sviluppo di turismo culturale anche attraverso la riconversione dei siti minerari dismessi.

 

Attualmente, dei tre fabbricati originari, ne rimane soltanto uno in stato di completo abbandono.

Del fabbricato n°1 visibile nella fotografia precedente sulla sinistra, rimangono le mura perimetrali e tutta la parte interrata, (che comprende una cisterna di circa 50 mq con volta a botte in eccellenti condizioni), ha una lunghezza di 17,05m una larghezza di 6,05m e un' altezza di 9m al piano strada. Posteriormente sono presenti i resti di una struttura adiacente e contigua (pavimento e mura perimetrali), una cisterna interrata ed un piccolo sbarramento per raccogliere e incanalare l'acqua della sorgente.

Del fabbricato n°2 e del locale Argano, visibili nell'immagine precedente, sono rimasti solo gli interrati, profondi in alcuni tratti 6,5m circa. Gran parte della documentazione progettuale originale del 1881, riguardante il fabbricato n°2 è custodita nell'Archivio Storico della Soc. IGEA.

 

Del 3° fabbricato, in stato di completa rovina per vetustà, con annessa area di pertinenza, della superficie mq 80, rimangono le fondamenta, la pavimentazione e piccole porzioni della muratura perimetrale.

Dell'immobile n°3 non è stato possibile recuperare immagini fotografiche perché si trova posteriormente rispetto agli immobili n°1 e n°2.

 

 

Il progetto, prevede il recupero di tutti i fabbricati descritti in precedenza, destinando: il fabbricato n°1 a struttura ricettiva con la realizzazione di un piano terra composto da una camera da letto destinata ai portatori di handicap, sala tv e piccola reception, il piano primo ed il secondo saranno destinati ad accogliere le camere da letto, la stessa struttura posteriormente, ospiterà le scale e una stanza spogliatoio destinato al personale; il fabbricato n°2 sarà destinato alla realizzazione di n°8 camere da letto, locale ristoro, bagni e locale cucina. La parte interrata viste le grandi dimensioni, sarà destinata alla realizzazione di un percorso benessere con l'eventuale realizzazione di una piscina interna; il fabbricato n°3 sarà destinato alla logistica.

 

 

Frontalmente il piazzale sarà pavimentato con pietra locale e mattoni pieni recuperati dagli scavi e dagli interrati. La strada d'accesso avrà la stessa pavimentazione del piazzale con l'aggiunta di un muretto di contenimento realizzato a secco, in pietra locale che preserverà la strada da micro frane su tutto il lato est, questa collegherà il piazzale al cancello d'ingresso. Inoltre in più zone, verranno realizzati muretti a secco di contenimento con il solo scopo di contenere porzioni di terra friabile. Tutte le strutture verranno ricostruite mantenendo il più possibile l'architettura originaria, riutilizzando la pietra locale ed il mattone pieno originario. Il sito inoltre, al proprio interno contempla una porzione della ex Linea Ferrata Monteponi - Porto Vesme, con la Galleria Pellegrini lunga 130m, che verrà trasformata in sala espositiva, con l'esposizione permanente di documenti ed immagini d'epoca in ricordo delle due Linee Ferrate (che in passato attraversavano il sito) e in ricordo della Galleria di Scolo Umberto I. I primi 40m circa della Galleria Pellegrini saranno dotati di pavimentazione, realizzata stabilizzando i ciottoli originali delle massicciate ferroviarie e mattone pieno in simulazione delle traversine, allo scartamento di 950mm verranno posizionate delle placche in ferro che simuleranno i binari.

 

Purtroppo ci siamo resi conto che in Sardegna non esiste accesso al credito, quindi abbiamo per il momento accantonato l’idea della struttura ricettiva.

Dal primo momento ho pensato di restituire alla collettività il sito e la sua grandiosa storia, ho in parte recuperato una porzione dell’ antica ferrovia con la bellissima Galleria Pellegrini e le capanne sarde dove tanti appassionati di trekking possono sostare e consumare un pranzo al sacco, ho anche realizzato un piccolo sentiero botanico dove si possono ammirare tantissime specie della nostra macchia mediterranea.

Il mio messaggio?

Il patrimonio minerario del nostro territorio dovrebbe essere recuperato in modo consapevole, dopo un attenta ricerca storica, soprattutto ricerca archivistica perché nel mio lavoro di ricerca sono incappato in tanti errori di trascrizione, soprattutto nei libri che parlano di miniera.

Inoltre penso che questi luoghi si possano recuperare cercando il più possibile di utilizzare materie prime contestualizzate e magari presenti in situ, come ho fatto io in questi anni.

 

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   Cronologia essenziale di Iglesias (2019-2022) [~25 MB]

 

  

 

Renato Tocco

(Iglesias, classe 1970)

1989 Sospendo gli studi tecnici presso l'ITI Minerario "G. Asproni" di Iglesias per sostenere il servizio di leva obbligatoria; 1990 Diploma di infermiere presso la Scuola infermieri Maria di Piemonte (Iglesias); 2000 Prima occupazione a tempo indeterminato come strumentista (Quartu Sant'Elena);  2007 Coordinatore di blocco operatorio presso clinica privata (Quartu Sant'Elena); 2012 Acquisto un sito minerario dismesso "Pozzo Baccarini" (comproprietà) e ne curo personalmente il recupero, la valorizzazione e la ricerca archivistica che porterà alla scoperta di una realtà storica di primaria importanza per il nostro territorio iglesiente; 2017 Riprendo e completo gli studi tecnici, presso l'ITI "G. Asproni" di Iglesias, in Costruzioni Ambiente e Territorio, indirizzo Minerario Geotecnico..

 

 

Argo Circolo Letterario



 

L’ArgoCircolo Letterario nasce per sopperire alla necessità embrionale, insita in ogni lettore, di condividere ciò che si è letto. Parlare di libri e delle emozioni che questi suscitano.

Così, nell’Agosto del 2018, sedute davanti a un gelato e alle barche nel lungomare di Portoscuso, con Sara decidiamo che non si può più procrastinare. È ora di cominciare. 

Le fondatrici.

 

InLibroVeritas, il gruppo di lettura per gli adulti e Fantadìa per i bambini, approdano come nuovo progetto di Argonautilus, per continuare a promuovere la cultura del libro nel territorio, in modi sempre innovativi e coinvolgenti.

Senza sapere null’altro che poche semplici linee guida, e osservarne l’evoluzione da dentro.

Da ottobre a maggio, un libro al mese, calendarizzato in precedenza.

Le modalità di scelta cambiano ogni anno.

La discussione è libera e spontanea e diventa magicamente terreno per esprimere riflessioni e imparare dal confronto costruttivo. 

Vengono svolte attività extra legate alle letture, soprattutto per i bambini, con laboratori e incontri che nel tempo si sono saputi adattare alle evenienze imposte dall’emergenza mondiale.

Nei primi anni, Fantadìa ha collaborato con la Scuola dell’Azienda Ospedaliera F.lli Brotzu.

I bambini si sono scambiati lettere e si sono uniti, in un abbraccio virtuale attorno allo stesso libro.

Per InLibroVeritas, in principio era Iglesias, poi Iglesias e Gonnesa.

Penso che a spingere i lettori a intraprendere  quest’avventura sia stato il medesimo bisogno di scambiare idee. Un confronto che a pensarci bene, resta comunque rispettoso di un’attività individuale come quella della lettura.

In biblioteca

 

Ma provate, a dar voce ai pensieri, ad accogliere parole che non sono vostre. Basta girare la pagina di un libro, liberare le sensazioni che ci avete rovesciato dentro.

Vi posso assicurare che si sprigiona un’energia senza eguali, che perdura con la sua forza fino al libro successivo, all’incontro successivo.

Ci sono lettori che hanno ripreso a leggere grazie al Circolo, altri che portano a termine la lettura aiutati dall’ avere una scadenza, un appuntamento fisso. Giallofili che leggono romanzi d’amore, romantici che leggono graphic novel cruente. C’è chi si arrabbia, chi si stufa, chi si innamora. 

Chi si appunta titoli che vengono fuori per caso e chi pur non partecipando attivamente ci segue e legge insieme a noi. 

I gruppi di lettura di ArgoCircolo Letterario.

 

È un’avventura dentro le avventure. 

A oggi, nel 2022, ArgoCircolo Letterario conta ben cinque gruppi di lettura nel territorio del Sulcis, con Musei, Portoscuso e Villamassargia. 

Poco sarebbe stato fattibile senza il sostegno di Argonautilus, della Fiera del libro, delle librerie Storytelling di Gonnesa e Mondadori di Iglesias, di istituzioni quali le Biblioteche Comunali di Portoscuso e Villamassargia che ci accolgono e di Associazioni come Aps Rete Donne di Musei, grembo di idee e progetti. 

È il lavoro congiunto, senz’altro obiettivo se non quello di mettersi in cerchio e fare cultura. Leggere. Mettersi in discussione. Scambiare energie buone. Condividere.

E la presenza dei lettori, prima timida poi sempre più ferma e costante, in un mondo che ci vede distratti e distanti, è quanto di più gratificante si possa desiderare.

ArgoCircolo Letterario è una bolla avulsa dal tempo, che paradossalmente ci mantiene connessi a noi stessi e alla realtà, più di quanti vagano alla cieca.

ArgoCircolo Letterario è casa.

 © Erika Carta  

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  Diario di una rinascita (Atto primo) a cura di Annalisa Uccella 

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  Un progetto che viene da lontano a cura di Maria Gaias 

   La biblioteca come necessità a cura di Mauro Ennas 

 

  

 

Erika Carta

(Iglesias, classe 1985)

Diplomata al liceo con maturità scientifico-tecnologica.

Socia dal 2017 dell’Associazione Culturale Argonautilus per la quale, tra le numerose attività, scrivo nel blog del sito web.

Co-fondatrice dell’ArgoCircolo Letterario nel 2018.


Ho frequentato un corso di Editing e Editoria, e seminari di scrittura, ultimo alla Scuola Baskerville.

Ho scritto per il blog UpsideDown Magazine e partecipato a diversi concorsi letterari con pubblicazioni in raccolte di AA.VV.

Nel Dicembre 2017 ho vinto il primo premio nel concorso “Donna al traguardo dell’anno” dell’Associazione Onlus Donne al traguardo.

Gestisco la pagina Instagram il giocodellangolo: artigianato handmade di segnalibri ad angolo e bookshopper in stoffa, legata sempre al mondo dei libri.

Nel 2021 ho conseguito la qualifica di Social Media Manager, con particolare attitudine al copywriting.

Devo alla scuola elementare la mia passione per la lettura e la scrittura che si è protratta nel tempo. Soprattutto, grazie a Maestra Silvana Fontana, che mi ha insegnato a “esprimere i vissuti” e non solo.

Diario di una rinascita (Atto primo)

 

 

Nonostante abbia superato il secolo di vita e il tempo e gli uomini non abbiano avuto clemenza nei suoi riguardi, il Villaggio Minerario Asproni rimane ancora oggi uno dei pochissimi esempi di architettura mineraria privata ancora in piedi ed emblema per eccellenza della miniera di Seddas Moddizzis.

Situato a poca distanza dalla città di Iglesias, il Villaggio fu edificato tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento per volontà dell’Ing. Giorgio Asproni nelle vicinanze della miniera di cui lo stesso Asproni era divenuto proprietario e nella quale per i successivi quarant’anni avrebbe investito il notevole patrimonio di famiglia. 

Google Maps

La storia del Villaggio è stata dunque sin dall’inizio strettamente legata alla storia della miniera e la vita del Villaggio, a cui Asproni non fece mancare nulla e in cui lui stesso visse con tutta la famiglia, si è intrecciata alla vita del suo fondatore, riuscendo a sopravvivergli per altri 30 anni dopo la morte, avvenuta nel 1936.

Nei decenni successivi è infatti passato di mano in mano, sino ad essere completamente abbandonato negli anni ’70. Nel 2004 - quando da molti oramai era chiamato villaggio fantasma – è stato acquisito ad un’asta giudiziaria dal Dr Giovanni Lorefice, dirigente medico della città di Iglesias nonché medico di miniera, con l’intento di recuperare il grande patrimonio storico, culturale e architettonico che gelosamente custodisce tra le sue mura.

Tuttavia, l’avanzato stato di degrado in cui versava già a quell’epoca, soprattutto a causa di continui e ininterrotti atti predatori, e la necessità di affrancarlo dalla presenza e dall’attività di alcuni allevatori che ne avevano fatto poco più che un rifugio per pecore, rallentarono molto l’ambizioso progetto di bonifica e rilancio del Dr Lorefice che, a causa di un male incurabile, si spense nel 2011 all’età di 80 anni lasciando incompiuta la sua opera.

Oggi quell’opera riprende slancio attraverso il Progetto VIL.MIN.AS. (non a caso acronimo di VILLAGGIO MINERARIO ASPRONI).

Villaggio Minerario Asproni nell'Agro di Iglesias (Archivio VILMINAS)

 

Nato per volontà delle sue due sorelle, il Progetto è partito nel 2020 dalla ricerca, dallo studio e dalla minuziosa raccolta dei documenti sul Borgo e la sua Miniera presenti presso gli Archivi Storici di Iglesias, raccogliendo così l’eredità del Dr Lorefice con rinnovato impegno, entusiasmo e passione.

Sempre nel 2020 ha inoltre preso avvio l’opera di bonifica e pulizia dei tanti spazi verdi presenti nell’antico Borgo, finalmente liberati dalle macerie, così come il ripristino degli spazi destinati un tempo alla socialità come il cortile delle scuole elementari, il cui selciato in pietra ha rivisto la luce dopo decenni di buio.

L’obiettivo è e resta quello di bonificare, recuperare e valorizzare tutta l’Area per scopi eminentemente culturali, educativi, divulgativi e turistico/ambientali. Il Villaggio non diventerà pertanto un Villaggio vacanze ma resterà fedele a sé stesso come Luogo della Memoria pronto ad accogliere i visitatori con veri e propri percorsi didattici; Centro di Arte e Cultura; Museo a cielo aperto.

Portico della scuola elementare (Archivio VILMINAS)

 

Quando si potranno ripristinare condizioni di normalità, al momento purtroppo compromesse dalla Pandemia legata al COVID 19, verranno attivamente coinvolte anche le Scuole del territorio, a partire dagli Istituti Superiori della Città di Iglesias intitolati all’Ing. Asproni sino ad arrivare alle Scuole Primarie. Gli studenti verranno coinvolti nei percorsi didattici, guidati e stimolati alla conoscenza del Villaggio e della sua storia e premiati anche con l’assegnazione di Borse di Studio.

A fine 2020 il Progetto VilMinAs è stato lanciato sui Social Network (facebook e instagram) con l’account @villaggiominerarioasproni e, a brevissimo, sarà pronto al lancio anche il Sito web ufficiale www.villaggiominerarioasproni.it

Il Villaggio Minerario Asproni torna a vivere!

Facciata della "Direzione - lato sud" (Archivio VILMINAS

 

 

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  Un progetto che viene da lontano a cura di Maria Gaias 

 

  

Annalisa Uccella 

(Iglesias, classe 1966)

1985 Maturità classica presso Liceo Classico di Iglesias; 1990 Laurea in Scienze Politiche – Indirizzo Storico Politico Internazionale presso l'Università degli studi di Cagliari; MarzoGiugno 1991 Master in International Trade Law presso ILO (International Labour Organization) di Torino; 1991 – 1992 Specializzazione in Diritto, Politica ed Economia delle Comunità Europee presso Collegio Europeo di Parma; 1993 – 1997 funzionario esperto di politiche comunitarie presso Confidustria – Federazione degli Industriali della Sardegna e responsabile del settore lattiero-caseario; dal 1998 a tutt’oggi Direttore del Consorzio di Tutela del Pecorino Sardo DOP; dal 2020 impegnata con la proprietà del Villaggio Minerario Asproni nel progetto di recupero e riqualificazione del Sito storico per fini culturali, divulgativi e turistico/ambientali; sposata, mamma di Sara e Luca, appassionata di storia e politica internazionale, credo che le occasioni della vita vadano colte al volo. Per questo motivo, lavoro e lavorerò senza sosta perché le due realtà di cui ho il privilegio di occuparmi, uniche nel loro genere e testimoni preziose di un tempo che non c'è più, non smettano mai di parlare a chi ha sete di conoscenza della loro comune zona di origine e della loro storia, che in fondo è anche la ragione del nostro presente.

 

Scuola civica di politica di Iglesias - La città in comune

 

 

 

L'associazione “Scuola Civica di Politica - La città in Comune” è nata a fine agosto del 2010 da tre donne ed ha subito aggregato un gruppo numeroso di cittadini.

Ci siamo proposte/i di sostenere la formazione e la partecipazione delle cittadine e dei cittadini – singoli e nelle forme associative – perché prendano parte con i loro comportamenti quotidiani e le loro opinioni a creare una comunità migliore.

   Assemblea pubblica fondativa (PDF 1)
   La città in Comune: chi siamo (PDF 2)
   Finalità e organizzazione (PDF 3)
 

Abbiamo lavorato con programmi annuali di argomenti di interesse generale organizzando gruppi di lavoro che hanno elaborano percorsi di studio, approfondimento, confronto, laboratori aperti a tutta la cittadinanza.

La prospettiva è stata quella di dare conoscenze, creare competenze, far circolare le informazioni e le esperienze, creare idee e proposte comuni per ampliare la coesione nella nostra comunità e le trasformazioni positive.

Abbiamo considerato il nostro territorio come un luogo di incontro tra ambiente, bellissimo nei suoi aspetti naturali e di antica antropizzazione, e popolazione, tra diversità di idee, di etnie, di esigenze che si interrogano e si integrano per tutelare i beni comuni; territorio e città considerati come luogo di opportunità in cui investire insieme ideali, talenti, creatività, progetti di coinvolgimento e di miglioramento in cui tutti possono dare il proprio apporto.

Abbiamo creato in questi anni, sempre cercando collaborazioni per favorire sinergie e ascolto reciproco, momenti di dibattito aperti e creativi necessari quando si parla di temi che necessitano di soluzioni tutte da esplorare, dal basso e dall'alto contemporaneamente. Vediamo questa difficile fase storica dove nessuno ha modelli da utilizzare o soluzioni pronte, come una ricchissima opportunità per cambiare in meglio nelle tre sfere principali: quella etico/culturale, quella economica e quella politica.

Gli argomenti trattati sono stati tantissimi (dalla Fiducia che crea comunità,  alla Carta della Terra, al Bilancio partecipato,  all’Acqua bene pubblico, allo studio di Buone Pratiche da sostenere e da presentare all'Amministrazione comunale in campagna elettorale e nel question time, alla ricerca di esperienze nel passato e nel presente che possano superare l’insostenibilità del sistema capitalistico responsabile di fortissime disuguaglianze, dei cambiamenti climatici,  dei danni ambientali, di guerre senza fine…). Sicuramente un tema approfondito è stato quello del nostro rapporto con la terra fertile e la produzione del cibo sano per una dispensa  più sguarnita, ma giusta e sana, fondata sul rispetto della terra e dei suoi ritmi circolari della vita, sul rispetto del lavoro, il nostro e quello degli altri, e... la filiera corta, biologica, gli acquisti diretti, la compartecipazione alle fatiche agricole, i pochi imballaggi, i pochi viaggi… e i giovani che ritornano al lavoro della terra con passione e amore.

Manifesti delle iniziative
 
      
 

Una bellissima e coinvolgente esperienza è stata quella del corso di formazione in orticoltura naturale da cui è scaturita la proposta di regolamento comunale sugli orti urbani

 Corso di formazione: L'orto sinergico (PDF 5)
   Presentazione orticoltura naturale (PDF 6)
  Gli orti urbani (PDF 7)
   Delibera comunale: Regolamento orti urbani (PDF 8)
 

Nel 2013 abbiamo approfondito la tematica della transizione ecologica, in particolare a partire dall'esperienza inglese del movimento Transition. Creiamo anche un gruppo sulla tematica del lavoro che valorizza l'esperienza di un gruppo di giovani imprenditori in diversi campi, i loro sogni, le loro difficoltà

   In transition (PDF 9)
   Lavoro e società (PDF 10)
 

In occasione delle elezioni amministrative, abbiamo organizzato un ciclo di incontri di formazione per candidati amministratori “Sindaci e cittadini ri-costruiscono le città” .

Nello stesso anno contribuiamo alla costituzione del Comitato Biosalute insieme ad altre associazioni e cittadini

   Incontro comitato Biosalute (PDF 11)
   Relazione del professor Tamino (PDF 12)
   I semi della speranza (PDF 13)
 

A fine estate ci ritroviamo all’aperto per parlare di sovranità alimentare nell’incontro pubblico: Coltiviamo il cibo in una terra viva e sana con il lavoro dei giovani.

   Incontro sovranità alimentare (PDF 14)
 
 Sovranità alimentare: incontro pubblico. Iglesias, 27 agosto 2013

 

Nel 2014 portiamo in città l'esperienza del question time, coinvolgendo decine di cittadini in un momento di dialogo tra cittadini e istituzioni assunto dai Sindaci durante l'ultima campagna elettorale, in una assemblea in piazza Municipio molto partecipata, indetta dalla Scuola Civica di politica. In tale occasione è stato consegnato ai candidati la proposta “Sindaci e cittadini ri-costruiscono le città”, una raccolta di idee, propositi, richieste, sollecitazioni “comuni” che spingono ad un cambiamento necessario e urgente.

A partire da ciò, in collaborazione con tantissimi cittadini, si è arrivati alla formulazione di alcune domande, anche multiple, su tematiche sicuramente molto significative, che abbiamo sottoposto all'attenzione degli amministratori in occasione del Question Time svolto il 14 giugno 2014 presso l'Aula Consiliare del Comune di Iglesias

   Sintesi di domande-risposte (PDF 15)
 

Il 2015 ci vede protagonisti di due iniziative molto apprezzate in città e anche molto partecipate. In due incontri presentiamo le tematiche presenti nel libro di Naomi Klein “Una rivoluzione ci salverà, perché il capitalismo non è sostenibile”. A fine primavera realizziamo una passeggiata per i giardini urbani della nostra città per conoscere le varietà frutticole della nostra tradizione, che darà il via ad un lavoro di ricerca sui giardini di Iglesias.

   Presentazione: "Una rivoluzione ci salverà" (PDF 16)
 

 In generale il nostro obiettivo è quello di creare insieme una comunità intenzionale che intreccia reti e competenze per rafforzare un pensiero rigenerativo che rivendica la partecipazione dei territori come bene comune, che cambia prospettiva, vive con meno risorse materiali, meglio distribuite, ma con una migliore qualità della vita in sintonia con la natura.

Dal 2016 condividiamo in rete con altre associazioni l'esperienza della gestione, come capofila, della Chiesa altomedievale del Salvatore e il suo giardino con il progetto “I giardini della Biodiversità” presentato in questo blog.

    La scheda completa della Scuola civica di politica (SCP)
 

La Scuola ha visto nel tempo decine di collaborazioni.  Oggi si avvale dell'impegno stabile di Marina Muscas, Marcella Cogoni, Cecilia Guaita, Cinzia Guaita, Marco Palomba, Patrizia Pili, Anna Boi, Anna Maria Sau.

 

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Marcella Cogoni

  

 

Marcella Cogoni

(Iglesias, classe 1961)

1980 Maturità Tecnica di Ragioniere e Perito Commerciale presso l’Istituto Tecnico Statale “E. Fermi” di Iglesias; 1992 Diploma di Infermiere Professionale presso la Scuola Infermieri “Maria di Piemonte” – Iglesias; Nel 1992 inizia la mia esperienza lavorativa come infermiera presso l’Ospedale Psichiatrico “Villa Clara” di Cagliari. Dal 1997 intraprendo un percorso di formazione professionale in campo psichiatrico per lo sviluppo di competenze relazionali e organizzative necessarie nelle nuove strutture comunitarie e nel rapporto col territorio, per sostenere azioni orientate all’integrazione nella riabilitazione dei pazienti psichiatrici. Lavoro attualmente al Centro Salute Mentale di Iglesias dove da circa quindici anni sono impegnata in progetti di inclusione sociale. Nel 2018 creo un progetto riabilitativo integrato con la Rete dei Giardini della Biodiversità con l’obiettivo di creare percorsi di inclusione sociale attraverso interventi di cura e sostegno del territorio, promuovendo il senso di appartenenza alla propria città. Impegnata da sempre come cittadina sensibile alle problematiche sociali, ho curato e collaborato per la realizzazione di mostre storico-culturali che hanno valorizzato aspetti caratteristici della storia della nostra città. Co-fondatrice della “Scuola Civica di Politica-La Città in Comune” e dell’esperienza “I Giardini della Biodiversità”.  

 

Il Museo GeoPunto, l’APGS ed il CEAS del Parco Geominerario

 

 

Le tre entità (GeoPunto, APGS e CEAS) convergono nella struttura museale di Genna Luas, impostata per la divulgazione delle Scienze della Terra, con una biblioteca specialistica, una raccolta petrografica, un plastico di 3 metri  della Sardegna sul quale proiettare tanti tematismi geografici di botanica, geologia, geomorfologia, storia, archeologia, ambiente, …

L’edificio del Museo è stato realizzato dall’ENI nei primi anni 2000, nell’ex miniera di Genna Luas, a soli tre chilometri a sud di Iglesias. Dispone di un’ampia sala espositiva, di un locale per la biblioteca specialistica e di una sala per proiezioni con 50 posti a sedere.

 

Al momento di utilizzare i grandi scavi a cielo aperto della miniera come discarica di inerti da fumi di camini industriali, l’ENI ha costruito e donato la struttura museale al Comune di Iglesias, che ha stipulato una convenzione decennale, rinnovata nel 2018, con l’Associazione per il Parco geominerario, storico ed ambientale della Sardegna (APGS), la quale ha curato l'attuale dell’allestimento del Museo GeoPunto.

L’APGS compie quest’anno i 30 anni di attività: è nata nel 1991 con il preciso scopo di creare il Parco Geominerario: con oltre trecento soci aveva costituito la forza trainante per giungere alla redazione del Dossier UNESCO e per portare la voce di tanti fino alla creazione del Parco, che ha assunto lo stesso nome della nostra Associazione: il Parco ha anche adottato il nostro stesso Logo. 

L’APGS ha quindi lavorato con spirito di volontariato per la diffusione della cultura geomineraria già prima della emanazione della legge istitutiva del Parco; il sostegno finanziario è venuto dai soci e dalle attività di divulgazione che sono state sviluppate negli ultimi anni. Nel lungo periodo di attività ha portato la voce delle miniere sarde in convegni di carattere nazionale ed internazionale, e ha presentato progetti all’Unione Europea ed ha ricevuto più volte contributi dal Ministero della Ricerca scientifica, dalla "Fondazione di Sardegna" e dalla "Fondazione con i bambini". Il suo statuto comprende molti punti che hanno guidato le attività dell’Associazione nello svolgimento dei 12 cicli annuali dei Corsi ONA (Operatori Naturalistici Ambientali) e nell’organizzazione di decine di seminari, interventi nelle scuole e mostre (Trilobiti, Cartografia storica, Decauville, ..), organizzate ad Iglesias ed in altre località della Sardegna.

L’APGS cura anche il Centro di Educazione Ambientale del Parco geominerario (CEAS del Geoparco), con sede operativa a Genna Luas. Al CEAS è stata concessa due anni fa una proroga fino al dicembre 2021, ma senza alcun budget. Per sei anni il CEAS ha operato assieme all’APGS nelle numerose azioni di contatto col territorio, in differenti località. Il budget iniziale del CEAS è stato utilizzato per il primo avvio dell’apertura dei siti geominerari di Villamarina, Porto Flavia, Santa Barbara e Galleria Henry col supporto dei soci dell’Associazione, che hanno fornito la loro preparazione ed esperienza per l’organizzazione delle visite ai siti geominerari. Proprio sulla base di queste esperienze si è potuto giungere alle attività attuali, con l’affiancamento iniziale di quanti ora lavorano come guide. È stato proprio tramite l’APGS/CEAS che è stata organizzata ed avviata l’apertura turistica dei geositi impostati dall’IGEA.

Attualmente l’APGS è impegnata in Ogliastra in un progetto con le scuole contro l’abbandono scolastico ed il bullismo, finanziato dalla "Fondazione con i bambini". La palazzina del Museo di Genna Luas è stata edificata nel settore sud occidentale della miniera, nell’area nota come Funtana Perda, che dava il nome al cantiere sotterraneo accessibile dal Pozzo Morra, il cui argano è stato inglobato nella costruzione. Ora il traliccio minerario, di servizio per la “gabbia” di discesa nel sottosuolo, domina il giardino; la miniera è ben rappresentata con una struttura in plexiglas che riproduce in scala i vari piani e le gallerie. 

Numerosi grandi campioni delle rocce più significative della Sardegna sono sistemati su supporti girevoli ed illustrati tramite Tablet; risultano molto utili per la generale carenza di capacità di identificare le rocce con nomi appropriati. Venti metri di tabelloni murali presentano l’evoluzione geologica e geomorfologica del territorio, facilmente comprensibili da tutti ed organizzati in modo da servire sia agli scolari che agli studenti universitari. Nel giardino sono poi presenti grossi blocchi di calcare mineralizzati.

È possibile affrontare numerosi argomenti di discussione anche intorno ad un grande plastico della Sardegna, scavato con la fresa di un braccio robotico in perfetta scala 1:100.000, sul quale possono essere proiettate numerose mappe tematiche di geologia, archeologia, botanica, zoologia e ambiente. La struttura è pronta anche per intrattenere le classi in visita anche con documentari, seminari e filmati. Il complesso museale è inserito in un piccolo bosco di querce da sughero dove i visitatori possono utilizzare alcuni  tavoli da picnic.

Per giungere alla struttura occorre percorrere uno stradello, parte integrante del Museo, lungo il quale è rappresentata una scala stratigrafica, forse la più lunga d’Europa: con passi di 76 centimetri per ogni milione di anni si percorrono a ritroso i 542 m.a. delle arenarie su cui il Museo è edificato, rocce queste ben osservabili in alcuni punti lungo il percorso, dove grandi pannelli con carte paleogeografiche illustrano le Epoche più significative.

 

Il Museo GeoPunto è inserito nel circuito nazionale del Piccoli Musei (APM).

Per poter vistare il Museo le scuole ed i privati prendono accordi con i soci dell’APGS, giacché la struttura si basa sul volontariato e solamente per una estate il Comune di Iglesias ha fornito il supporto economico per una guida. Il Comune di Iglesias ha comunque sempre fornito il supporto per il ripristino primaverile, provvedendo al taglio dell’erba ed alla cura delle piante presenti nell’area, tuttavia sarebbe auspicabile garantire almeno 24 ore di apertura settimanali.

Sicuramente auspichiamo di avviare attività in sinergia con altre associazioni ed istituzioni di Iglesias, che invitiamo a visitarci, per poter migliorare la fruibilità del Museo GeoPunto ed implementare quanto si possa offrire ai visitatori, alle scolaresche e agli studenti. La Portovesme spa ci fornisce da sempre il supporto per quanto riguarda l’acqua e l’energia elettrica, provvedendo anche agli inevitabili interventi urgenti. Occorre ancora provvedere a molti dettagli per potenziare il Museo, magari anche ad una manutenzione straordinaria del traliccio del Pozzo Morra per garantirne la sicurezza e trasformarlo in un punto di osservazione panoramica sull’alta valle del Cixerri.

Genna Luas offre l’occasione di vivere in un sito ex-minerario a contatto con la natura e la possibilità di apprendere in modo non tradizionale, fuori dagli schemi cittadini, le basi di osservazione ed analisi dell’evoluzione del paesaggio in cui viviamo quotidianamente, spesso senza conoscerne bene gli aspetti geologici e geomorfologici di base.

Veniteci a trovare! Potete contattarci scrivendo a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Siti correlati

https://www.facebook.com/apgsardegna

https://www.facebook.com/CEASgeoparco

 

Dobbiamo rinnovare il Direttivo APGS per il triennio 2021-24.

Ci auguriamo che qualcun dei lettori ci contatti per fornirci nuove idee, stimoli od offerte di collaborazione! Genna Luas può offrire molto ai giovani iglesienti!

Progetti per il futuro e possibili collaborazioni:

  • poter disporre delle economie necessarie per l’apertura quotidiana del Museo, che non può reggersi sulla sola emissione di eventuali biglietti;

  • attuare corsi di perfezionamento per le oltre 1000 guide ambientali della Sardegna (lessico minerario, lingue straniere, cartografia, scienze minerarie, geomorfologia, archeologia, storia, …);

  • effettuare interventi nelle scuole, secondo il modello collaudato negli anni, di tre interventi in tempi successivi, per raccogliere anche le attività svolte in classe coi propri docenti;

  • promuovere escursioni didattiche nel territorio, scolastiche e non, abbinate a visite al Museo GeoPunto;

  • agire in collegamento coi gruppi scout della Regione, delle diverse fasce d’età, per riunioni ed uscite basate sugli spazi del Museo;

  • organizzare visite sul valore didattico del Parco geominerario rivolte ai docenti dei vari ordini di scuole nelle diverse province;

  • promuovere visite guidate escursionistiche a date fisse in alcune località di grande interesse paesaggistico;

  • valorizzare l’altipiano delle Fosse Pisane, tra Genna Luas e Monte San Giovanni;

  • partecipare ad identificare, descrivere e valorizzare le migliaia di geositi della Sardegna, alcuni dei quali veramente poco conosciuti;

  • effettuare visite a miniere minori, col recupero della loro storia;

  • collaborare con altre associazioni con finalità simili alle nostre per scambio di esperienze, attività e seminari;

  • organizzare mostre e curare la loro esposizione itinerante in numerosi paesi della Sardegna, appoggiandosi anche ad altre associazioni ed istituzioni;

  • sviluppare un collegamento tra i 19 musei e collezioni di Scienze della Terra esistenti in Sardegna;

  • aprire il Museo come punto di studio e supporto alle tante visite che le università italiane e straniere organizzano per i loro studenti in Sardegna; siamo stati meta di escursioni di studenti di Geologia dagli Stati Uniti e da oltre 25 anni l’università di Liegi svolge in Maggio un giro turistico per far visitare la Sardegna ai suoi iscritti, …;

  • costituire un punto di appoggio per tirocini per gli studenti dell’Università di Cagliari, secondo un rapporto già stipulato, relativo alla miniera di Genna Luas e al suo Museo (vi sono già state svolte alcune tesi di Laurea in geologia e architettura);

  • promuovere ricerche di botanica, entomologia, ecc. nel piccolo bosco non calpestato all’interno del perimetro del Museo;

  • studiare la germinabilità di piante locali su terreni degradati, dato che Genna Luas dispone già di un semenzaio adibito a tale scopo;

  • partecipare attivamente alle ricorrenze per le tante giornate nazionali che riguardano le miniere, la natura e l’ambiente;

  • fornire sostegno alla sentieristica mappando, per evidenziarli e classificarli, tutti i sentieri già presenti sulle cartografie ufficiali dell’IGM e della RAS - questi dati si potranno rendere fruibili in Internet, sulle diverse pagine di chi illustra il territorio;

  • . . . 

Le idee qui elencate potrebbero essere comprese in un unico documento, assieme alle idee di tutte le altre associazioni ed istituzioni del territorio, per formare un unico progetto teso a valorizzare le componenti che rendono unico il Sulcis-Iglesiente.

 

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Alberto Marini

(Asmara, classe 1945)

Professore associato in Geografia Fisica e Cartografia Tematica presso la Facoltà di Scienze naturali dell'Università degli studi di Cagliari (1983-2011); ho fondato e diretto per 20 anni il Laboratorio TeleGis (Telerilevamento e GIS) presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Cagliari. Ho avuto modo pubblicare oltre 100 lavori e di svolgere ricerche in gran parte della Sardegna, di cui in particolare ho curato la cartografia neotettonica e dell’uso del suolo (Prog. Corine), ma con ricerche applicate anche in Sud America e nell’Africa settentrionale e sub-sahariana; ho avuto modo di insegnare anche presso l’Università di Addis Abeba (1985-1996). Sono tuttora referente nell’Editorial Board delle riviste scientifiche: Journal of Agriculture and Environment for International Development (JAEID) e Present Environment and Sustainable Development. Dal 2008   presidente dell’Associazione per il Parco Geominerario, storico ed ambientale della Sardegna (APGS), che ho guidato fino al 2013; sono anche stato direttore dell’AUSI, il Consorzio per l’Università del Sulcis Iglesiente, dove ho avuto l’opportunità di organizzare e dirigere due Master annuali di Telerilevamento, frequentati anche da studenti giunti da fuori Sardegna. Ho potuto coordinare anche due corsi internazionali Forgea, che hanno fatto convergere su Iglesias specialisti da tutto il Nord Africa e, sempre all’AUSI, anche due corsi finanziati da ditte di ricezione di dati meteorològici da satellite che hanno permesso di discutere del clima, fornendo docenti dagli Stati Uniti e borse di studio per studenti provenienti da tutto il mondo. Le mie esperienze didattiche e di ricerca hanno chiaramente supportato le mie attività in seno all’Associazione APGS, anche con corsi di topografia di base nei corsi annuali per Operatore Naturalistico Ambientale (ONA) organizzati dall’Associazione.

 

                                                                        

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