Click to listen highlighted text! Powered By GSpeech

Benessere e aspirazione alla felicità

 

«Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell’equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta.» (Robert Kennedy, Dal discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University)

«Discutere di indicatori è un modo per discutere dei fini ultimi di una società e della direzione che essa intende intraprendere.» (Amartya Sen, economista e premio Nobel 1989)

 

Nel corso della storia sono state elaborate diverse nozioni di benessere, di sviluppo e di progresso. Nell’ultimo secolo il benessere è stato sostanzialmente considerato sinonimo di benessere economico e la contabilità economica nazionale ha avuto dei riflessi su questo modo di pensare. Il P. I. L. (Prodotto Interno Lordo, PIL) è stato considerato come lo strumento principale di misura dello sviluppo.

L’obiettivo delle politiche economiche è stato sempre quello di aumentare il PIL, ma a poco a poco si è insinuato il dubbio che il PIL non fosse una misura corretta del benessere. In genere si ipotizza che il benessere corrisponda al livello di produzione di un paese, ciò significa che più si produce, più si hanno a disposizione beni e servizi, più le persone stanno bene e in ultima analisi sono felici.

Questa ipotesi risulta vera ancora oggi?

Il PIL della Sardegna confrontato con quello della Lituania (2003-2014)

 

PIL italia contro Germania e Spagna

 

Attualmente si è evidenziato uno scostamento tra i dati rilevati sul benessere (fattori che hanno influenza sulla qualità della vita) e la crescita del PIL; legame, questo, che sembrava essere una immutabile verità. Oggi, l’aumento del PIL e la sua corrispondenza con l’aumento di benessere effettivo, viene messo continuamente in discussione e vengono evidenziati i suoi limiti e quelli del suo principale indicatore: per questo vengono proposte interpretazioni alternative e nuovi indici.

Questo effetto si chiama “effetto soglia” (Threshold Hypothesis, Max-Neef 1995): raggiunta una certa soglia di crescita, il beneficio addizionale di un’ulteriore crescita è inferiore al costo della crescita stessa.

Prodotto interno lordo europeo pro capite 2018 (Gross domestic product, GDP)

 

Andare oltre il PIL significa rimettere al centro la persona ed il concetto di benessere a partire da quello economico. Se l’obiettivo è la felicità, difficile da quantificare, ci si riferisce al benessere sociale e allo standard di vita (ad esempio: aspettativa di vita, istruzione, reddito pro capite).

Il PIL non tiene conto dei vantaggi reali e sociali, neppure di quelli ambientali e non discrimina la qualità delle azioni e degli investimenti e neppure la qualità dei risultati degli investimenti. In una frase: non tiene conto della complessità del mondo.

Il PIL non rileva la quantità e la qualità dell'istruzione, il livello di corruzione e criminalità, il rispetto e il consumo delle risorse dell'ambiente, inoltre non tiene conto del livello di povertà, della sicurezza economica, dello stato di salute, del livello di mortalità e di altri parametri sociali che sono invece fondamentali per la valutazione del benessere e della felicità di una popolazione.

Il PIL non registra i costi derivanti dalle attività produttive dannose, in altri termini, non tiene conto delle cosiddette “esternalità negative” rilevabili quando l’attività di produzione di un’impresa riduce il benessere di altri soggetti (per esempio l’inquinamento di un fiume da parte di una fabbrica) oppure quando i beni prodotti sono beni di distruzione di altri beni (come la produzione di armi da guerra): attualmente l’industria bellica incrementa il PIL di un paese produttore anziché decrementarlo!

Inoltre il PIL non riflette tutto ciò che viene prodotto, come le attività illegali (economie   sommerse e evasione fiscale), informali o le attività legali ma occultate. Nuovi sistemi di contabilità europea e internazionale spingono i paesi a contabilizzare nel PIL anche l’economia non osservata.

Infine il PIL ignora i diritti umani e le libertà dei popoli, non considera il tempo risparmiato e il tempo libero come dei vantaggi, non considera la distribuzione della ricchezza, non differenzia i servizi pubblici di utilità sociale da un qualunque altro prodotto, ignora i lavori domestici e i servizi di volontariato e quanto rende socialmente più ricca una società e la vita degna di essere vissuta.

Dove vivono i ricchi in Italia? Il Sulcis Iglesiente è il fanalino di coda in Italia come in Europa.

 

Il prodotto interno lordo è stato definito nel modo seguente: 

PIL = Consumi + Spesa dello Stato + Investimenti + (EsportazioniImportazioni)

Consumi → il valore totale dei beni e servizi prodotti in un Paese da parte di operatori economici residenti e non residenti nel corso di un anno, e destinati al consumo dell'acquirente finale.

Spesa dello Stato → investimenti pubblici

Investimenti → investimenti privati

Esportazioni - Importazioni → esportazioni nette (esportazioni totali meno importazioni totali). Non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.

A partire dagli anni novanta sono stati proposti i primi indici di benessere alternativi al PIL, dagli anni 2000 il numero di questi indici si è ampliato di un ordine di grandezza (attualmente sono circa una trentina gli indici presi in seria considerazione dagli economisti), questo grazie alla pressione dell’opinione pubblica (spesso attraverso organizzazioni non governative) su temi ambientali e sociali.

ISU mondiale 2019 
Indice di sviluppo umano (HDI, 2019)

 

L’indice di sviluppo umano

Nel 1990 viene introdotto l’indice si sviluppo umano (HDI, Human Development Index, Hac-Sen)   utilizzato, a partire   dal 1993, dall’ONU parallelamente al   PIL per valutare   la qualità della vita nei paesi membri.

Si basa su tre indicatori principali:

  • Indice di aspettativa di vita (LEI, Life Expectation Index)a
  • Indice di istruzione (EI, Education Index)
  • Indice di reddito (II, Income Index)

HDI è il risultato della media geometrica dei tre indicatori (radice cubica del prodotto dei tre indicatori).

Guardando la classifica mondiale possiamo vedere che l’Italia è collocata nella parte più alta, tra i paesi più sviluppati, eppure è evidente a tutti che, almeno negli ultimi 20 anni si è avuto un costante e progressivo peggioramento della qualità della vita, nella sanità, nell’istruzione, nelle infrastrutture e dei servizi, e le condizioni del territorio: in misura più marcata in alcune aree del paese come il meridione e le isole.

La causa prevalente è la diminuzione degli investimenti (pubblici e privati) e del credito alle imprese, oltre che dell’indebitamento che ha causato la loro chiusura, le minori esportazioni e il grave aumento della disoccupazione (specialmente giovanile) con la progressiva diminuzione dei consumi interni delle famiglie, ma anche una crescente spesa sanitaria e della pubblica amministrazione per inefficienze e sprechi dovuti alla cattiva gestione e all’uso criminale delle risorse, al quale si accompagna una crescente sfiducia e una crescente evasione fiscale. Risulta chiara l’esigenza di avere a disposizione indicatori più precisi, che tengano conto anche di parametri che degradano le prestazioni economiche: d’ora in avanti non solo goods ma anche bads nelle valutazioni dello sviluppo e della crescita.

 

Le raccomandazioni della “Commissione Stiglitz-Fitoussi-Sen”

Sempre a testimoniare la crescente attenzione del mondo politico sul tema della misura del benessere, il presidente francese all’inizio del 2008, ha incaricato gli economisti Jean-Paul Fitoussi, Joseph Stiglitz e Amartya Sen, di riflettere su come cambiare gli indicatori dello sviluppo economico. Sono state individuate le seguenti raccomandazioni per la costruzione degli indici di benessere economico.

  • Per valutare il benessere materiale bisogna analizzare i redditi e il consumo, piuttosto che la produzione.
  • Impostare l’analisi dal punto di vista delle famiglie, guardando al reddito e ai consumi delle famiglie (prendendo cioè in considerazione tasse, prestazioni sociali e servizi forniti dallo Stato, come la sanità e l’istruzione, e interessi sui prestiti che le famiglie pagano).
  • Considerare, oltre al reddito e al consumo, il patrimonio delle famiglie, distinguendo tra chi spende tutto per consumi, accrescendo il benessere immediato, e chi invece risparmia per il benessere futuro.
  • Dare maggiore importanza alla distribuzione dei redditi, del consumo e del patrimonio.
  • Estendere gli indicatori alle attività non legate direttamente al mercato.
  • Migliorare la valutazione di sanità, educazione, attività personali e condizioni ambientali, mediante calcoli oggettivi e strumenti a carattere soggettivo (sondaggi).
  • Valutare in maniera esaustiva le ineguaglianze rispetto alla qualità della vita, calcolando le differenze tra individui, tra diversi gruppi sociali, per genere e per generazione.
  • Realizzare indagini per capire come le evoluzioni in un settore della qualità della vita hanno ripercussioni su altri.
  • Gli istituiti di statistica dovrebbero rendere disponibili le informazioni necessarie per creare un indicatore sintetico della qualità della vita;
  • L’utilizzo congiunto di misure di benessere oggettive e soggettive fornisce indicazioni essenziali per misurare la qualità della vita;
  • Definire una griglia di indicatori per misurare la "sostenibilità" del benessere questione questa complementare al benessere attuale e quindi da esaminare distintamente;
  • Definire una griglia di indicatori di sostenibilità ambientale che consentano di misurare il livello di pericolo conseguenza del danneggiamento ambientale.

Alcuni indici preesistenti possedevano alcune caratteristiche complanari con le suddette raccomandazioni.

 

Indici di sostenibilità dello sviluppo

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) introduce l’indice di qualità della vita (BLI, Better Life Index), basato su 11 parametri

  • Abitazione
  • Reddito
  • Lavoro
  • Comunità
  • Educazione
  • Ambiente
  • Forma di governo
  • Salute
  • Soddisfazione delle vita
  • Sicurezza
  • Equilibrio vita\lavoro

Nei paesi industrializzati la correlazione ricchezza e prosperità è evidente, ma non è possibile comparare paesi che si scostano dal modello economico occidentale. Per cui il suo uso è limitato alla comparazione dei paesi OCSE.

La Banca Mondiale ha introdotto le stime di benessere (Welth Estimates) secondo standard consolidati di valutazione della ricchezza

capitale prodotto

  • valore dei macchinari
  • valore delle attrezzature (incluse le infrastrutture)
  • valore dei terreni urbani

capitale naturale

  • risorse del sottosuolo (inclusa acqua)
  • terra
  • foreste

capitale intangibile

  • capitale umano
  • qualità dell’istruzione
  • qualità delle istituzioni di governo

Dalle analisi condotte risulta chiaro che i paesi più sviluppati sono caratterizzati dall’avere un maggiore sviluppo del capitale intangibile, mentre sui paesi più poveri ha un maggiore impatto del capitale naturale. Vediamone alcuni solo a titolo esemplificativo.

Un altro indice interessante è l’indice di sostenibilità del benessere economico (ISEW, Index of Sustainable Economic Welfare) sostenuto anche da James Tobin e proposto da Herman Daly e John Cobb nel 1989. ISEW è esemplificabile come segue:

ISEW = consumi personali +  

+ spese pubbliche (esclusa la difesa militare)

-  spese private a scopo difensivo

-  formazione del capitale

+ servizi da lavoro domestico

-  costi di degrado ambientale

-  deprezzamento del capitale ambientale

 

Questo indice sta alla base dell’indice di progresso reale (GPI, Genuine Progress Indicator)

GPI = consumi personali +

+ valore del lavoro domestico

+ valore dei servizi di volontariato

- costi di degrado ambientale

- costi del crimine

- costi per divorzi e altre questioni familiari

- deprezzamento del capitale naturale

- costi dello stress

- aumento del credito al consumo

- costi delle disuguaglianze sociali

 

Questi ultimi indici tengono conto in modo concreto delle eventuali “esternalità negative” prodotte dal processo di sviluppo economico.

Un ultimo indice (anzi un insieme di indici frutto di una valutazione sistematica dei termini influenti nella creazione di benessere economico) è stato proposto in Italia nel 2011.

 

Benessere Equo e Sostenibile (BES)

Il BES nasce all’interno del comitato CNEL-ISTAT e si articola in dodici parametri, che sono stati declinati in un set di 134 indicatori. È stato pubblicato nel marzo del 2013 il primo “Rapporto sullo stato del benessere equo e sostenibile in Italia”.

Il BES aspira a divenire una sorta di “programma politico strategico” perché la riflessione su come si misura il benessere e su quali sono i parametri che la condizionano è anche una riflessione su come la politica può definire i suoi obiettivi e valutare i risultati della sua azione in modo concreto e misurabile. A partire da un quadro condiviso, come quello proposto, molte potrebbero essere le attività che la politica, le parti sociali e gli istituti di ricerca potrebbero intraprendere per migliorare e incentivare la ricerca della felicità.

 I dodici indicatori del BES

 

Da questi semplici esempi è possibile trarre un insegnamento immediato per valutare, misurare e confrontare la qualità della vita reale nei nostri territori e avere una maggiore consapevolezza della situazione economica e di quali sono i punti deboli o di degrado e quali i punti di forza e le prospettive del sistema produttivo e sociale locale.

Questo è un valido strumento per accrescere la consapevolezza per analizzare e capire le cause di questo regresso e le possibilità concrete per cambiare rotta.   Riflettere sui parametri che caratterizzano la nostra percezione della qualità della vita possono stimolarci a immaginare soluzioni razionali ed efficaci per migliorare l’economia dei territori. 

La consapevolezza e l’analisi della realtà sono solo i primi passi verso la maturazione di una effettiva volontà di cambiamento.

Altri indici

  • Indice di Sostenibilità della Fondazione ENI Enrico Mattei (FEEM SI)
  • Global Peace Index (GPI)
  • Felicità Interna Lorda (GNH)

Per una lista completa vedere wikipedia.org

 

Siti e link correlati

 

Leggi anche, dello stesso autore

   Le reti sociali reali e virtuali a cura di Mauro Ennas

   Social network e società a cura di Mauro Ennas

   Cos’è l’impronta ecologica a cura di Mauro Ennas

 

Blog collettivo iglesiente

  

 

Mente e Natura

 
 
 
 
A questo punto dell’evoluzione umana, tutti dovrebbero sapere alcune verità consolidate.
 
L’uomo e la donna razionali sono uno scherzo dell’evoluzione, non c’è Adamo o Eva che possano reggere il lavorio lento è incessante della Natura chiamato evoluzione delle specie.
 
L’uomo moderno appartiene al genere Homo ed è l'unica specie vivente, appartenente alla famiglia degli ominidi e all'ordine dei primati, relativamente giovane in quanto risale al massimo a circa trecentomila anni fa (Jebel Irhoud, 2017), oppure tra i centotrentamila e i duecentomila anni (Homo erectus).
 
Antropocene L'epoca umana (Baichwal, de Pencier e Burtynsky, 2018)
 
Home (Yann Arthus-Bertrand, 2009)
 
 
La Terra si è formata circa 4,54 miliardi di anni fa, la Luna tra i 4,29 e 4,56 miliardi di anni.
 
Il Sole è la stella del nostro sistema solare, costituito da pianeti orbitanti attorno ad esso. La massa del Sole è di circa duemila miliardi di miliardi di miliardi di chilogrammi (2 seguito da trenta zeri) e da sola costituisce il 99,86% della massa complessiva del sistema solare) e nonostante ciò è una stella di dimensioni medio-piccole costituita principalmente da idrogeno (circa il 74% della sua massa) ed elio (circa un quarto della sua massa), cui si aggiungono tracce di altri elementi pesanti concentrati nelle rocce.
 
Galassie (HST, Hubble Space Telescope)
 
 
La “Via Lattea” è la galassia cui appartiene il nostro sistema solare, ha un diametro di circa centomila anni luce (circa 30 miliardi di chilometri) e una massa stimata di 682 miliardi di masse solari.
Diciamo che mediamente una galassia può contenere più di cento miliardi di stelle.
 
Il Sole orbita attorno al centro della sua galassia la “Via Lattea” a una distanza media di circa ventiseimila anni luce (7,8 miliardi di chilometri circa) e completa la propria rivoluzione attorno al centro della galassia in un periodo tra i 225 e i 250 milioni di anni.
 
L'Universo è comunemente definito come il complesso che racchiude tutto lo spazio e ciò che contiene, cioè la materia e l'energia, le galassie, le stelle, i pianeti e tutto il contenuto dello spazio interplanetario, interstellare e intergalattico. L'osservazione scientifica dell'Universo indica che la sua parte attualmente osservabile ha un diametro di circa 92 miliardi di anni luce (circa trenta milioni di miliardi di chilometri) e contiene approssimativamente cento miliardi di galassie e una grande quantità di materia ed energia oscura.
 
Spazio profondo (HST, Hubble Space Telescope)
 
 
La Terra, con i suoi mari e le sue terre emerse, con le sue foreste, la vita vegetale, animale e le sue città rappresenta una insignificante e microscopica frazione di questa totalità che chiamiamo Universo. Non una regola ma una improbabile combinazione di fattori casuali (che alcuni preferiscono chiamare Dio) realizzati in "stramiliardi" di combinazioni, ripetizioni, fallimenti e riproduzioni in un tempo di miliardi di anni.
 
Nonostante tutto questo, esiste la possibilità che lo stesso schema, con parametri fisici e chimici diversi, sia stato generato in altri pianeti di altri soli di altre galassie dell’Universo o di altri universi. Luoghi reconditi da immaginare ma impossibili da raggiungere se non in miliardi di poco probabili generazioni future.
 
 
La Natura rappresenta la totalità dei fenomeni e delle forze che in esso si manifestano, da quelli del mondo fisico a quelli del mondo biologico e della vita in generale. Essa è il prodotto di fenomeni fisici, geologici, chimici, biochimici e biologici durati miliardi di anni terrestri e poi, con la comparsa dell’uomo e l’antropizzazione, ossia la manifestazione del suo operare sulla Terra, di fenomeni antropologici, sociologici, psicologici, scientifici, medici…
 
Crisi climatica e antropocene (Luca Mercalli, TED 2017)
 
Tutto questo ci dovrebbe fare riflettere sull’unicità di questo risultato, sulla fatica del processo di generazione e sulla difficoltà di replicarlo altrove, quando la vita del Sole sarà sul procinto di terminare, approssimativamente fra tre miliardi di anni, trasformandosi in una gigante rossa e avvolgendo l’orbita terrestre nella sua bollente atmosfera.
 
Siamo soli. Dobbiamo meditare su questa terribile Verità. La sacralità della vita non ha una religione al seguito ma un dato di fatto: l’improbabile combinazione generata dall’evoluzione lenta dell’Universo e della sua natura imperscrutabile.
 
Il Sole che ci ha dato la vita ce la toglierà a meno che non riusciamo ad abbandonare il sistema solare in cerca di un’evoluzione interstellare con zattere capaci di reggere il degrado del tempo, come la nostra fantasia ha già immaginato.
 
 
Dobbiamo essere consapevoli di questo: la Mente e la Natura si possono conciliare. Le nostre vite coscienti durano poco, il resto è inesorabile degrado materiale del nostro corpo e della nostra mente. Solo un’azione consapevole e determinata potrà garantire un futuro possibile alle future generazioni.
 
Abbiamo il dovere, in quanto esseri razionali, di spingere un cambiamento di modello economico e politico, abbiamo il dovere di spingere la democrazia con la partecipazione costante di uomini e donne consapevoli delle proprie capacità, della propria determinazione a creare i presupposti per una razionalizzazione pacifica dei comportamenti e delle azioni utili allo sviluppo dei propri territori di riferimento, basato sulle risorse disponibili.
 
Abbiamo bisogno di immaginare scenari futuri di miglioramento condiviso, di bellezza di arte, di scienza e di tecnologia al servizio della Pace e dell’Armonia e al continuo miglioramento civile e sociale delle popolazioni, con equità e giustizia.
 
 
Leggi anche

   La cultura del cambiamento a cura di Mauro Ennas

   Tra ragione e passione a cura di Mauro Ennas

 
Blog collettivo iglesiente

  

 

Controllo totale

 

 

«Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.»

Benjamin Franklin, dalla risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755; in The Papers of Benjamin Franklin, ed. Leonard W. Labaree, 1963, vol. 6, p. 242.

 

Come l'alta disponibilità di dati personali può armare i fautori del controllo reazionario

Osservando il nostro comportamento quotidiano non possiamo non renderci conto, oggi con maggiore chiarezza che in passato, che ci sono indizi sempre crescenti di un lento e graduale incremento delle azioni di controllo dello Stato sui cittadini; questa strategia sta agendo da oltre cinquant'anni in modo estremamente lento e graduale (sindrome della "rana bollita" o strategia del "golpe al rallentatore") ed è finalizzata al controllo totale.

Proviamo a elencare e analizzare in breve, senza usare la facile retorica che argomenti così delicati possono innescare, le azioni alle quali ogni cittadino è sottoposto o verrà sottoposto, in modo pressante,   nell'immediato futuro.

Nell'elenco che vi propongo sono comprese le situazioni alle quali ognuno è stato costretto ad aderire sotto false promesse: le promesse, spesso non mantenute, di miglioramento continuo delle condizioni di vita medie della popolazione, condizioni che ogni sistema democratico dovrebbe avere in mente continuamente (come suo obiettivo irrinunciabile) e che sono il fine stesso del “contratto sociale” stretto tra cittadini per realizzare lo stato di convivenza pacifica e organizzata, la parità di opportunità e la libertà individuale vincolata al rispetto reciproco. Senza questi semplici presupposti non avrebbe senso l'esistenza di uno Stato, di una Nazione, di una politica continentale o di un futuro governo mondiale e la vita sarebbe ridotta a produrre, consumare, morire.

Dall'altra tenterò di immaginare alcuni scenari. Tutti noi, abbiamo il dovere di sviluppare l'immaginazione di nuovi scenari che, opportunamente supportata dalla conoscenza, sarà necessaria per la comprensione del futuro che ci aspetta.

Senza immaginazione avremo a che fare con vecchie soluzioni e vecchi schemi che inesorabilmente si riproporranno in modo ripetitivo e a volte disastroso, come la storia umana ci ha fin qui dimostrato: il totalitarismo è mascherato dalle belle parole alle quali non conseguono fatti concreti, è caratterizzato dall'aumento di vincoli e dalla restrizione dei diritti, è caratterizzato da schematizzazioni che escludono i diversi (in passato in base alla religione e al sesso/genere, ora in base al conto in banca… domani un certificato medico).

In questa prima analisi cercherò di avere un atteggiamento distaccato e legato solo ai fatti e neanche tutti.

 
La sicurezza dei dati in rete
 

Accumulare dati personali

Tutto ha avuto inizio con la costruzione dell'anagrafe delle amministrazioni locali e centrali per le proprietà fondiarie, poi con l'anagrafe per la raccolta dei dati di esistenza in vita (dati di nascita, di famiglia, di morte), di residenza e domicilio (ad esempio per la consegna della corrispondenza e dei pacchi, per le tasse comunali), di lavoro (previdenza, assicurazione, iscrizione a organizzazioni sindacali e a organizzazioni professionali, imprenditoriali, artigianali...), possesso di veicoli (motorizzazione).

La raccolta si è evoluta con l'accesso al credito (prestiti d'impresa e al consumo) con le banche e le assicurazioni che avevano bisogno di riscuotere i crediti frutto del lavoro di intermediazione tra detentori del capitale e fruitori dei prestiti, il tutto con costi di operazione e interessi sul prestito ("il costo del denaro"). Le banche raccolgono dati su prelievi e accrediti e, con l'avvento delle carte di credito, tracciano gli acquisti nei negozi, anche distribuiti globalmente (on-line, superando le barriere commerciali), degli alberghi e di altri servizi. A loro volta, i gestori di servizi (ad esempio gli albergatori, servizi di autonoleggio, le compagnie aeree ...) accumulano dati personali sulle azioni delle persone che usufruiscono dei loro servizi.

È stato poi il turno dei produttori e della grande distribuzione. Entrambi avevano bisogno di dati per gestire le decisioni di produzione per soddisfare la domanda minimizzando gli invenduti (eccesso di offerta) e ottimizzando la gestione dei magazzini. I distributori di merci avevano anche la necessità di armonizzare i prezzi, spalmando i ricavi su più prodotti, proponendo "prodotti civetta" scontati e aumentando in modo impercettibile i prezzi di tutti gli altri prodotto per avere i ricavi attesi (pianificazione e marketing). Per misurare e rendere scientificamente verificabili e prevedibili le loro intuizioni hanno creato le carte fedeltà, per raccogliere i dati (in modo informato) degli acquisti attribuibili a larghi strati della popolazione (promettendo premi e prodotti scontati).

Si è passati agli abbonamenti alle televisioni digitali (dati sui programmi visti, sugli orari e sui gusti televisivi) e alle riviste o quotidiani on-line (articoli letti, tempi di permanenza sulle pagine) e più in generale sulla visita dei siti Internet (sito visitato, pagine visitate, sequenza, parole chiave usate nella ricerca, durata della permanenza sulla pagina...).

Contemporaneamente nel settore delle telecomunicazioni, le compagnie telefoniche accumulavano i dati per la fatturazione delle telefonate (tra le quali: chiamante, chiamato, ora di inizio chiamata, ora di fine chiamata, durata della conversazione…) e la telefonia cellulare digitale anche la posizione geografica (in particolare la cella del chiamante e del chiamato, in aggiunta agli altri dati) ai quali si aggiungono la rilevazione geografica della posizione precisa ottenuta tramite sistemi satellitari GPS (Global Positioning System) sui cellulari o sugli automezzi.

È stata poi la volta dei dati clinici distribuiti e della cartella medica elettronica, dei dati relativi ai consumi dei farmaci (ricette mediche) digitali. La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione porterà, in tempi brevi alla disponibilità estesa di dati personali (casellari giudiziari, compravendite immobiliari, dati d'impresa).

Oggi assistiamo ad una espansione continua degli acquisti on-line, prodotti di consumo di ogni genere, viaggi e servizi materiali e immateriali, libri e supporti multimediali e l'accumulo dei dati d'acquisto di prodotti tra i più svariati. Gestiamo più frequentemente la posta elettronica (e-mail): le nostre informazioni e discussioni personali sono memorizzate nei dischi rigidi (hard disk) degli   Internet Service Provider (ISP, legati a tradizionali società di telecomunicazioni o ad altri gruppi imprenditoriali). I social network gestiscono informazioni sui nostri contatti e sui nostri umori, tenendo traccia di commenti, riflessioni, hobby, gusti, localizzazione geografica, appuntamenti, viaggi, immagini, letture e citazioni, conversazioni con altri utenti, veri o mascherati che siano.

Società pubbliche e private gestiscono anche i dati legati ai percorsi di studio e formazione (curricula) e società specializzate aiutano a compilare il proprio curriculum e a raccogliere questi dati in apposite banche dati informatiche che li incrociano con le esigenze delle imprese, cercando di gestire la domanda e l'offerta di lavoro.

Adesso i moderni politicanti sotto la spinta della crisi, dicono di volere ridurre l'evasione fiscale con l'obbligo dell'uso della moneta elettronica (leggi carte di credito), per un controllo totale da parte delle banche delle potenzialità personali, in tempo reale. Tutti sappiamo che la maggiore sorgente di reati legati all’evasione fiscale è legata strettamente con l’attività delle banche e dei consulenti finanziari, i maghi delle società off-shore e delle truffe fiscali.

Aggiungiamo anche i dati video e audio-video dei sistemi di sorveglianza video (che sono in grado di registrare e archiviare filmati digitali di intere giornate su una posizione fissa o di seguire gli spostamenti di soggetti entro la zona di visibilità), registrati spesso illegalmente (senza le dovute autorizzazioni e verifiche istituzionali), la cui presenza è in continuo aumento nelle nostre città grazie alle norme che ne facilitano lo sviluppo e la diffusione senza controllo.

Verificare non è difficile, in corrispondenza della videocamera deve essere presente una targhetta (frequentemente assente); verificate inoltre, se la videocamera punta su vaste aree, se la competenza non è di organi di sicurezza pubblica è probabile che si tratti di un’azione illegale). Prestate più attenzione a questo elemento quando passeggiate per la vostra città. Le norme sembrano fatte apposta per incrementare in modo irragionevole le installazioni di apparati di videosorveglianza. Spesso non ci si rende conto della delicatezza della materia:

"Accendendo le telecamere, infatti, gli organi pubblici devono essere consapevoli di perseguire esclusivamente fini istituzionali, rispettando anche i criteri di proporzionalità, di finalità, e di necessità che vincolano giuridicamente gli strumenti della videosorveglianza".

(La videosorveglianza e gli enti locali, Quaderno n. 47, Regione Piemonte, marzo 2011).

 
Il potere dei dati

 

In sintesi, frequentemente siamo portati ad usare:

– Carta d'identità elettronica (con memoria integrata)

– Tessera sanitaria (con memoria integrata) e Codice fiscale

– Patente di guida e Carta di circolazione

– Bancomat e Carta di Credito

– Carta fedeltà (supermercati, centri commerciali...)

– Uffici postali e corrieri (per ricevere pacchi, raccomandate, posta in genere...)

– Pass (badge di ingresso/uscita dall'ufficio, RFID controllo oggetti, presenze/spostamenti)

– Cellulari e smartphone (fonia, SMS, posta, Internet… dati accessibili in remoto, App e altro software) e apparati WiFi

– Personal Computer, portatili, tablet e altri dispositivi mobili (password, dati personali…)

– GPS auto

– Chiave elettronica veicoli

– Contatore energia elettrica (wireless)

– Vari account nell'ambiente di lavoro per l'accesso riservato, risorse condivise (stampanti e fotocopiatori...) o basi di dati

– Account del sistema di sicurezza (password allarme, videosorveglianza domestica)

– Account del sistema domotico (automazione domestica e "Internet delle cose": riscaldamento, luci, elettrodomestici...)

– Account della Pay TV

– Account Internet (password del router e altri apparati wired o wireless)

– Internet tracking cookie (possono essere usati per monitorare la navigazione)

– Account di posta elettronica (password di accesso)

– Account per i servizi on-line (giornali, film, musica...)

– Account per la prenotazione aerea

– Account di prenotazione alberghi

– Account di prenotazione autonoleggio

– Account di prenotazione spettacoli

– Account per servizi della Pubblica Amministrazione (Previdenza sociale, Ufficio Entrate…)

– Account per servizi di Telefonia (fatturazione)

– Account per servizi bancari (bonifici...)

– Account per operazioni finanziarie

– Account Social Network (Facebook, Twitter...)

– Account VoIP (fonia dati, WhatsApp, Skype, Telegram)

– Account VPN (reti private criptate)

– ...

Una grossa parte dei servizi si è spostata on-line e i dati possono essere intercettati in rete ("the man in the middle"). Questo è il quadro dei fatti, oggettivo e senza commenti.

Facciamo un passo in avanti e cerchiamo di capire chi ha accesso e chi dispone di questi dati.

 
I rischi dell'internet delle cose

 

Chi può accedere ai dati personali

L'accesso ai dati personali è garantito ai funzionari pubblici di vario grado e livello abilitati al trattamento dei dati personali dal titolare del trattamento dei dati secondo le norme emanate (Testo Unico D. Lgs. 30 giugno 2003, n.169). Il 4 maggio 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR, General Data Protection Regulation - Regolamento UE 2016/679), che è in vigore a partire dal 25 maggio 2016 e si applica dal 25 maggio 2018. Il 19 settembre 2018 è entrato in vigore il Decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101 per adeguare la normativa nazionale secondo il nuovo regolamento.

L'accesso ai dati personali è garantito a chi opera nel settore delle telecomunicazioni (fatturazione delle chiamate e dei servizi) e dai cosiddetti operatori delle unità di "Business Intelligence" con il monitoraggio sistemistico della rete, degli accessi e delle operazioni effettuate in rete (codifica e decodifica, trasmissione e ricezione, accumulo di dati sugli apparati di transito e nelle reti intermedie).

L'accesso ai dati personali è garantito da chi opera nel settore bancario e assicurativo e dalle società di monitoraggio della solvibilità dei prestiti, spesso consorziate: queste società incrociano i dati personali dei richiedenti per verificare la presenza di richieste multiple e lo stato della restituzione del debito contratto oppure verificano la possibilità di truffe (come nel caso assicurativo). Sono loro che decidono la solvibilità di una persona o di una azienda e permettono o rifiutano il credito.

L'accesso ai dati personali è garantito da chi opera nel settore commerciale (ufficio acquisti/vendita e marketing) delle imprese di produzione e dei servizi. I distributori di prodotti commerciali hanno una grossa mole di dati (anche personali) sui consumi, le abitudini alimentari e le opportunità di spesa (budget) dei consumatori (tramite le tessere fedeltà).

L'accesso ai dati personali è garantito ai medici e al personale ospedaliero, tramite connessioni in rete che permettono di fruire dei dati delle cartelle cliniche condivise tra gli uffici di vari ospedali, studi medici o le abitazioni private o qualunque sito delocalizzato geograficamente.

I dati di videosorveglianza (quando raccolti senza le opportune autorizzazioni) vanno nelle mani di chiunque ne voglia fare un uso anche criminoso (ad esempio sottrazione e manipolazione dei dati, ricatto, manipolazione), e comunque spesso chi ottiene le autorizzazioni non rispetta le regole sulla posizione e sulla copertura delle aree, estendendo a zone di traffico pubblico l'area che dovrebbe essere circoscritta alle zone strettamente adiacenti le proprietà. Ciò comporta un'illegale monitoraggio di zone di traffico cittadino che includono i comportamenti privati (orari di ingresso e uscita dalle abitazioni e persone frequentate da famiglie e singoli individui) o snodi di traffico e anche sistemi di mobilità pubblica (fermate degli autobus, stazioni ferroviarie, parcheggi pubblici...).

Gli apparati di videosorveglianza spesso includono dispositivi di registrazione audio.

Attualmente siamo in presenza di una proliferazione legale (agevolata e garantita dalle norme emesse dal Garante per la protezione dei dati personali) e illegale di apparati di videosorveglianza (dovuta ad abusi e mancanza di controlli: chi e quando controlla che le registrazioni vengano mantenute per sole 24 ore o al massimo per una settimana, come stabilito dalle norme? Chi verifica costantemente la posizione delle videocamere e la presenza delle segnalazioni?) nelle strade delle nostre città dovuta al relativamente basso costo degli apparati (la domanda di prodotti per la videosorveglianza è in crescita esponenziale), all'elevata qualità oltre che alla facilità d'uso (tramite appositi software) e all'attuale scarsità o inesistenza di controlli.

 

Chi e perché acquisisce dati personali  

Possiamo fare un ulteriore passo in avanti, considerando che:

 è possibile che tra tutte le persone fisiche che hanno accesso ai dati personali vi siano alcuni che copiano e rendono disponibili all'esterno dell'azienda questi dati (ad esempio vendono o scambiano dati);

è possibile che le aziende private stesse, anche legalmente, vendano i dati a loro disposizione o forniscano a terze parti collaboranti questi dati sensibili (come nel caso dei consorzi di banche);

è possibile che grosse società multinazionali possiedano il controllo su più società minori aventi accesso a dati sensibili (di svariata natura) e quindi siano già in possesso di molte informazioni;

è possibile che esistano delle entità occulte e gruppi interessate all'accumulo di queste informazioni, per vari fini, e siano in grado di acquistare, da varie fonti, i dati di interesse.

Del resto è largamente dimostrato che le truffe ai danni delle banche e delle assicurazioni sono quasi sempre riferibili a personale interno, considerato di fiducia, così come nella finanza le truffe (insider trading) sono fatte da investitori che conoscono a priori certe azioni (ad esempio azioni politiche dei governi acquisite da funzionari) e le sfruttano a loro vantaggio: scommettono su un evento "quasi" accaduto (una decisione già presa), puntano su un evento certo!

Abbiamo messo molti argomenti sul tavolo della discussione. Ma la situazione è estremamente complessa e facilmente sfugge all'attenzione dei più.

 
Noam Chomsky: il ruolo delle banche

 

Alcuni semplici scenari

Adesso è tempo di immaginare alcuni scenari e delle situazioni limite.

Condizionamento politico. Immaginiamo che qualcuno voglia condizionare le decisioni di una persona con un importante ruolo pubblico o privato, per rendere inoffensive le sue azioni di opposizione a una particolare proposta di legge con forti implicazioni economiche o facilitare un'acquisizione aziendale o una grossa compravendita immobiliare. Chi ha o può avere informazioni personali e private può ricattare oppure intimidire e minacciare un individuo che, pur non avendo compiuto azioni illegali, vede invasa la sua sfera personale privata. Queste azioni sono ampiamente praticate anche nel nostro paese.

Spionaggio industriale. Immaginiamo che un'azienda, di medie o piccole dimensioni, produttrice di dispositivi ad alta tecnologia (elettronici, chimici, farmaceutici, elettromeccanici...) non voglia depositare il brevetto di una nuova invenzione, perché non si fida degli organismi che gestiscono queste informazioni (che possono appropriarsi della sua scoperta e annullare il vantaggio competitivo) e che cerchi di tutelarsi con il segreto industriale (anche perché non può o non vuole sostenere costi aggiuntivi). Grossi gruppi economici interessati all'innovazione in particolari settori, che monitorano le piccole e medie imprese con grossi potenziali innovativi, tentano l'acquisizione utilizzando informazioni di varia provenienza per tentare di scoprire e di appropriarsi della tecnologia. Queste azioni sono ampiamente praticate anche nel nostro paese.

Criminalità. Le informazioni relative agli spostamenti (videosorveglianza) e alle abitudini delle persone possono fomentare i furti (ad esempio di preziosi negli appartamenti: gioielli, arte...), le intromissioni e intrusioni (microspie, microcamere, apparati di rete, duplicazione SIM telefoniche...), l'omicidio e l'aggressione (avvelenamento del cibo, droghe nelle bevande...).

Furto di identità. La disponibilità di informazioni può favorire il furto d'identità e la fruizione o la minaccia dei beni personali materiali e immateriali (ad esempio conti bancari o credibilità professionale) dei soggetti individuati. Si possono clonare le SIM telefoniche e qualunque tipo di carta elettronica.

Intercettazioni e furto d'informazioni. Con la giusta logistica (impianti paralleli o in prossimità degli apparati di telecomunicazione) si possono monitorare tutte le attività che avvengono nel web (anche intercettando collegamenti wireless e comunicazioni cellulari con l'uso di scanner), riuscendo a carpire le password di tutti gli account usati in rete e per l'accesso ai servizi Web, che vengono riusati immediatamente o rivenduti.

Questa è solo una breve lista di alcune possibilità, alla quale si possono aggiungere tipologie legate allo stalking e ai reati a sfondo sessuale oltre che quelli legati alle truffe commerciali.

Garante della privacy

 

Quali dati?

In breve, quali sono le informazioni sensibili e a cosa corrispondono?

– I dati clinici: lo stato di salute di un individuo;

– le relazioni parentali, amicali e affettive le reti sociali e virtuali (social network), i vincoli affettivi e le necessità affettive;

– la disponibilità economica (conti bancari)

– l'intraprendenza potenziale e l'autonomia;

– le proprietà (immateriali, materiali e immobiliari) i vincoli materiali (abitare in un certo posto per un certo periodo...);

– le pagine visitate in rete, libri, musica, film acquistati, programmi visti alla tv, idee politiche, i gusti culturali e la moralità;

– telefonate: gli spostamenti (tempi e percorsi) e intensità delle relazioni (frequenza e durata dei contatti);

– acquisti in cultura, viaggi, sport passioni, relazioni e tempo libero;

– acquisti voluttuari;

– i gusti e le necessità (salute) alimentari;

– frequentazioni reali e virtuali (persone e luoghi)

– le tendenze sessuali;

– frequenza e tipologia prevalente d'acquisto comportamenti d'acquisto;

– dati di accesso (password, PIN, codici di accesso...) accesso a strutture e risorse.

– dati di rete (IP, MAC address, DNS server...)

– controllo remoto (intrusione, monitoraggio dipendenti...)

– ...

Videosorveglianza e dittatura
 
Spionaggio militare e sistemi globali di controllo

 

Conclusioni

Quanti di voi, nella propria carriera professionale, hanno assistito a casi di stalking, di mobbing, di diffamazione ad uso politico, di diffamazione ad uso commerciale... spesso questo tipo di violenza privata è corroborata da informazioni parziali o mancanti e da manipolazione di informazioni (disinformazione) e depistaggi che rendono l'informazione propagata ambigua e quindi non immediatamente contestabile ("il manganello invisibile"): il resto lo fa la psicologia umana. I casi sono più frequenti di quel che sembra e ci sono persone e gruppi che le applicano in modo sistematico anche con l'ausilio di apparati ad uso spionistico (affari, politica, lavoro)...

Ma questo è un altro capitolo della stessa storia!

Per ora è importante maturare la consapevolezza che la tecnologia sta trasformando e trasformerà radicalmente le nostre vite ed è necessario acquisire informazioni, comprendere e metabolizzare nuovi concetti, dei quali ignoriamo l'esistenza e dei quali potremo diventare schiavi inconsapevoli in breve tempo. Non dare niente per scontato. Niente è come appare.

Ogni cittadino dovrebbe vigilare affinché non vengano commessi abusi e segnalare, alle associazioni e ai rappresentanti locali delle istituzioni, situazioni dubbie e da sottoporre a verifica.

Il futuro è già qui: solo la conoscenza e la condivisione diffusa di informazioni ci può aiutare nell'acquisire consapevolezza, il primo scoglio da superare per arrivare alla comprensione di certi fenomeni.

I dati in rete non sono più tuoi

 

Test di "ignoranza" tecnologica

Prova a rispondere alle seguenti domande (e se non sai rispondere, se vuoi/puoi documentati).

Verifica quanto conosci dei fenomeni fisici e tecnologici connessi con gli apparati che utilizzi quotidianamente.

  1. Sai che differenza c'è tra la propagazione delle onde acustiche (suoni) e la propagazione delle onde elettromagnetiche (onde radio)?
  2. Sai dire quali sono i meccanismi di trasporto delle informazioni vocali (telefonia) e dati (Internet), ad esempio tramite il tuo telefono cellulare?
  3. Sai dire se le onde elettromagnetiche e le onde acustiche possono essere pericolose e se sì quando?
  4. Sai che differenze c'è tra le onde catturate dalla tua radio e le microonde del tuo forno?
  5. Sai in base a quale principio fisico le microonde cuociono i cibi?
  6. Sai dire qual è il meccanismo che permette al tuo Personal Computer di avviarsi (bootstrap)?
  7. Sai dire qual è il meccanismo che permette al tuo Personal Computer di connettersi alla rete Internet?
  8. Sai come funziona il Sistema Operativo del tuo Personal Computer o del tuo cellulare 3G/4G/5G?
  9. Sai dire quante ore di conversazione vocale possono memorizzarsi in 1Gbyte di memoria?
  10. Sai dire quante ore audio-video si possono memorizzare in 1Tbyte (1000 Gbyte) di memoria? Da cosa dipende?

Queste poche domande sono domande importanti per valutare quanto la scienza e la tecnologia sia estranea agli utilizzatori (consumatori finali), sono certo che anche persone con un discreto livello culturale non sapranno rispondere precisamente a gran parte di queste domande. Prova a fare queste domande a qualcuno che conosci... sarai deluso del risultato? Spero di no! Ci stupiamo se qualcuno non sa cos'è un litro o un chilogrammo ma abbiamo difficoltà a capire cos'è un bit o un byte, che per la civiltà dell'informazione riveste un'importanza equivalente alle più importanti unità di misura del passato.

Molti "umanisti" rifiutano a priori di fare i conti con la matematica, le scienze e la tecnologia, riducendo spesso alla banalità i loro interventi in campo tecnologico, quando invece sarebbe utilissimo avere degli interventi qualificati e precisi, di carattere squisitamente umanistico, sulla tecnologia e il vertiginoso progresso che ci coinvolge tutti in un cambiamento senza precedenti e dai risvolti imprevedibili (o già previsti e pianificati?).

Questa ignoranza scientifica e tecnologica ha portato persone inadeguate e incompetenti a occupare posizioni apicali nella pubblica amministrazione... ma probabilmente non è casuale.

L'uso e l'umanizzazione della tecnologia sono, e saranno sempre più, temi cardine per il progresso culturale e materiale delle comunità future. È fondamentale riflettere profondamente sugli effetti a breve e lungo termine prima che manifestino distorsioni devastanti.

 

Letture consigliate e altri materiali  

Saggi di cultura generale

  • Herbert Marcuse, L'uomo a una dimensione, Einaudi 1999 (1964)
  • Michel Foucault, Sorvegliare e punire (Surveiller et punir: Naissance de la prison), Einaudi 2014 (1975)
  • Zygmunt Bauman, Paura liquida, Editrice Laterza 2006
  • Carlo Bonini, Giuseppe D'Avanzo, Il Mercato della paura, Einaudi 2006
  • Margareth Thaler Singer, Cults in our midst/Le sette fra noi (Wiley, 1995)
  • Julie K. Petersen, Understanding surveillance technologies, CRC 2012 

Navigazione Web

Videosorveglianza

Trasparenza Sorveglianza

  • Relazione 2013 garanteprivacy.it  
  • Garante per la protezione dei dati personali, Videosorveglianza, Slide 2004    
  • La videosorveglianza e gli enti locali, Quaderno n. 47, Reg. Piemonte, 2011  

Trattamento dati personali

  • Garante per la protezione dei dati personali
  • Testo Unico D. Lgs. 30 giugno 2003, n.169    
  • Codici deontologici

 

«Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.»

Benjamin Franklin, dalla risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755; in The Papers of Benjamin Franklin, ed. Leonard W. Labaree, 1963, vol. 6, p. 242.

 

Leggi anche

   Un futuro distopico dietro l’angolo a cura di Mauro Ennas

   Le reti sociali reali e virtuali a cura di Mauro Ennas

   Social network e società a cura di Mauro Ennas

 

Blog collettivo iglesiente

  

 

Cinema: finzione e realtà

 

 

 

100 film per capire il mondo

In queste brevi note cercherò di sintetizzare alcuni aspetti spesso trascurati relativi a circa 100 anni di cinema, riportando alla mente, attraverso (approssimativamente) 100 film selezionati dalla produzione cinematografica internazionale, temi ed evocazioni che, visti sotto la giusta luce e il giusto distacco, potrebbero aiutarci a capire il mondo e i rapporti di potere sul mondo.

Questa è chiaramente una provocazione, lo stimolo per approfondire e trovare delle indicazioni utili nel nostro percorso quotidiano che possono essere confrontati con fatti e situazioni vissute, conservate nella nostra memoria o riemerse in un fatto di cronaca o della storia recente, nella letteratura o in generale nella cultura che abbiamo frequentato.

Il tema principale è il rapporto tra finzione e realtà, nella vita quotidiana, nei rapporti interpersonali, nel "teatrino" della politica, nei rapporti di potere e col potere dello Stato e delle altre organizzazioni che concorrono, nel bene e nel male, a determinare un "ordine sociale", quello nel quale siamo immersi dalla nostra nascita, come nell'aria che respiriamo.

Generalmente la storia del cinema preferisce un ordine cronologico, quando si vogliono mettere in contrasto contesti e situazioni fortemente ancorati nel tempo e nello spazio mentre la critica cinematografica, che vuole sottolineare un particolare punto di vista, si rifà agli autori e in particolare alla sceneggiatura e alla regia. Nel seguito useremo un diverso approccio. Queste brevi note non hanno grandi pretese e vogliono solo sottolineare una varietà di temi e molti punti di vista, in un caotico-spazio-temporale che potrebbe mettere in ordine le nostre idee sul mondo e produrre concetti e punti di vista laterali: per alcuni potrebbero essere idee nuove, per altri idee consolidate, per altri ancora idee fortemente discutibili o completamente errate. Il dubbio sarà la nostra guida. 

Una sintesi estrema, questa che vi propongo, che vede protagonisti gli uomini e le donne che animano la finzione cinematografica per restituire valore alla realtà e alla profondità del mondo. I film proposti non è detto che siano considerati dai più dei capolavori ovvero delle opere universalmente riconosciute, possono essere anche film minori dei quali riconosco il tentativo, più o meno riuscito, di comunicare ragioni ed emozioni significative "in qualche senso". Sono certo che mancheranno molti dei vostri film preferiti, ma questo può avere il vantaggio di arricchire la vostra "lista dei film da vedere" con delle nuove opere interessanti.

Per orientarci in questo mare di informazioni ci serviremo della bussola delle parole (o di associazioni di parole) che nella loro semplicità accolgono la sintesi delle immagini in movimento e includono migliaia di altre parole interconnesse tra loro per evocare e generare discorsi, storie, allegorie, metafore e ancora significati e significanti. Per semplificare la citazione userò la convenzione "Titolo del film, anno": chi vorrà potrà cercare il film nella lista ordinata per anno, alla fine di queste note, per aggiungere informazioni quali la regia e la nazione di produzione del film e qualche collegamento a risorse in rete. La selezione è puramente soggettiva e tempo-variante, nel senso che se la rifacessi domani sarebbe un'altra lista, e tra un mese sarebbe, molto probabilmente, completamente diversa. Vorrei fare emergere le idee e i contenuti concettuali condivisibili senza concentrare l'attenzione su fatti specifici o sui personaggi della finzione e/o della realtà.

Mi scuso fin d'ora per l'omissione di capolavori che sono a tutti cari.

Questo viaggio nel risveglio della consapevolezza sopita passa attraverso la finzione dell'immaginazione ma vuole approdare nel reale e guardarlo con occhi nuovi. Il tema dell'apparenza che maschera la realtà è uno dei temi fondamentali della filosofia (da Parmenide a Platone, Aristotele, sino ad Hobbes, Kant e poi con l'Erscheinung hegeliana e ancora il "velo di Maya" in Schopenhauer).

Il cinema gioca su questo tema sempre e comunque, è il suo metodo fondamentale, non ne può fare a meno. Spesso il significato profondo di questo tema centrale non si riesce a spiegare completamente perché ha bisogno di esempi concreti che non sempre è possibile svelare. Resta un velo di mistero che copre il significato delle parole e nasconde il significante in un mare di simboli e oggetti ininfluenti all'interpretazione. Michelangelo Antonioni lancia il suo messaggio nella bottiglia nel famoso finale di "Professione reporter, 1975", con la storia del cieco, il famoso finale della scena nella quale l'interruttore di una lampada termina con un'immagine fissa anziché con una lampadina (luce) come ci si aspetterebbe. L'immagine fissa è come il buio senza la consapevolezza del buio. L'immagine del mondo che viene proiettata nel nostro subconscio è artificiale e immobile, la sua fissità è come il buio totale con la sensazione di luce (l'immagine fissa è la luce che non c'è): l'immagine fissa non è vera luce e ci confonde facendoci credere di essere consapevoli mentre il nostro stato è di totale inconsapevolezza. Nessun altro regista della storia del cinema ha sintetizzato in questo modo la mente e il mondo, la mappa e il territorio, l'apparenza e la realtà e la sua potente valenza politica. 

Michelangelo Antonioni, Professione: reporter (The Passenger), Francia/Italia/USA/Spagna 1975 
 
Antonioni non è nuovo a questo tema, in "Blow-up, 1966" il dualismo realtà-finzione o apparenza-realtà sono presenti in tutto il film e in modo esplicito ancora una volta nella metafora del finale. La realtà manipolata ha come soggetto uomini e donne e come oggetto altri uomini e altre donne: conservazione del potere, controllo della storia e dominio su altri uomini sono il collante ideologico; manipolazione, menzogna e falsità sono il metodo per ottenere il risultato cercato. Vedere anche "Oltre il giardino (Being There), 1979" del grande Hal Ashby.
 
Being There aka Oltre il giardino, (Hal Ashby. USA 1979)
Hal Ashby, Being There aka Oltre il giardino, USA 1979 
 

Nel film di Orson Welles "Il processo, 1962" il potere occulto della Legge è la Tradizione, in una logica di conservazione del potere. Nell'omonimo romanzo di Franz Kafka il cappellano scende dal pulpito e racconta al Sig. K. una storia intitolata "Davanti alla legge", che in realtà è uno dei racconti più enigmatici ed appassionanti di Kafka. La storia narra di un uomo di campagna che, fermato dal primo guardiano della Legge, passa la vita ad aspettare di passare, ma solo in punto di morte tale guardiano gli rivela che nessuno poteva passare di lì, perché quell'ingresso era riservato solo a lui, ed ora, morto lui, verrà chiuso per sempre. A tale proposito K. sostiene che il guardiano ha ingannato l'uomo di campagna; il cappellano, invece, gli dimostra che anche il guardiano potrebbe essere stato ingannato, e comunque ha agito in buona fede. Questo racconto può essere visto come una trappola per la mente, che ci costringe a leggere e rileggere il racconto senza trovare una via d'uscita soddisfacente... oppure ci impone di vedere la storia come incastrata nel più vasto e complesso quadro del romanzo o di una sua particolare rielaborazione, come nel caso del film di Orson Welles.

Orson Welles, Il processo, Francia/Germania/Italia/Jugoslavia 1962

 

Dal momento della nostra nascita, troviamo un mondo preesistente. I genitori e i parenti, i parenti dei parenti, gli amici e gli amici degli amici. I modi di vita, l'educazione, il linguaggio e gran parte delle acquisizioni culturali dei nostri primi anni di vita sono e saranno influenzati pesantemente da un enorme insieme di vincoli preesistenti alla nostra stessa esistenza e prima o poi li criticheremo aspramente qualunque essi siano. Tutto ciò che scopriamo allontanandoci dalla nostra casa sarà caratterizzato dall'essere preesistente a noi, le convenzioni sociali, la morale e la religione saranno altamente relativi (dipendenti dal luogo di nascita e dal tempo in cui saremo costretti ad agire) e vincoleranno pesantemente l'interazione con i nostri simili. Inoltre, le regole delle istituzioni dominanti ci condizioneranno per tutta la vita a partire dalla nostra venuta al mondo. Tutta questa gran mole di informazioni, relazioni e significati è preesistente e prevalentemente sopravvivrà alla nostra dipartita. La grande complessità delle strutture con le quali abbiamo a che fare condiziona pesantemente le nostre esistenze, limita quello che chiamiamo "libero arbitrio", finché ci accorgiamo che non c'è, nelle nostre vite, se non "a sprazzi" qua e là. La Legge (leggi "il potere occulto") non ammette scorciatoie e pone continuamente nuovi ostacoli che non possono essere aggirati ma devono essere affrontati se condivisi nel contenuto e nel metodo, ma più frequentemente si è vittime inconsapevoli del giudizio (proprio come il Signor K.). Il potere spesso nasconde una tirannide nei metodi e nei contenuti! Le porte della Legge sono i diversi gradi di approvazione del comportamento di un individuo nella comunità di nascita, attraverso un giudizio senza giudice e senza tribunale (quindi occulto, non visibile per chi non vede oltre le apparenze, ma fatto dagli uomini) che dovrà stabilire l'appartenenza o meno dell'individuo alla comunità, basando il giudizio sulla adesione alla morale condivisa, sulla valutazione dell'adeguatezza del comportamento verso la comunità e sulla valutazione della qualità delle vere aspirazioni dell'individuo. Le porte della Legge rappresentano la Storia a la Tradizione di un popolo. La non adesione porta all'esclusione, sua metafora "la morte", l'esclusione dalla Storia e dalla Tradizione di un popolo.

Nel film di Orson Welles a differenza del romanzo di Franz Kafka, il signor K. muore a causa di un'esplosione (non pugnalato dai suoi sicari) che sembra coinvolgere non solo K. ma l'intera umanità. Questa sottile scelta stilistica è di grande impatto visivo. L'esclusione dalla Tradizione e dalla Storia non è altro che la divisione del genere umano in storie e tradizioni diverse e in competizione per il predominio.

Black Magic aka Cagliostro (Gregory Ratoff, Italia USA 1949)
Gregory Ratoff, Black Magic aka Cagliostro, Italia/USA 1949 
 

La genesi della guerra per la conservazione della tradizione è dietro l'angolo. In sintesi questa è la storia dell'umanità fino ad oggi. Nascosta, in nuce, la speranza per il superamento delle tradizioni dei popoli finalizzata alla creazione di una storia comune, la Storia di una nuova umanità. Il potere occulto che usa la manipolazione ipnotica del conte di Cagliostro ("Black Magic" aka "Cagliostro" ovvero "Gli spadaccini della serenissima, 1949"), ci svela la via per l'accesso al potere tramite il condizionamento ipnotico e i riflessi condizionati dei rappresentanti del potere stesso, che diventano burattini nelle mani di manipolatori occulti come in "Avatar, 2009" di James Cameron.

La falsificazione della storia che viene continuamente adeguata al potere assoluto dello Stato o delle organizzazioni sotterranee che ne condizionano e influenzano pesantemente il destino è uno dei temi cari a George Orwell e ben rappresentato nel film "Orwell 1984, 1984" di Michael Redford.


Michael Radford, Nineteen Eighty-Four aka Orwell 1984, UK 1984 
 

La paura della guerra perpetua, instillata dagli esperti di ingegneria sociale del sistema dittatoriale, la paura delle delazioni e del miserabile sistema di controllo perpetuato dalle classi dirigenti, per annullare ogni resistenza ed ogni via di scampo per gli individui, caratterizza lo stato distopico immaginato dallo scrittore britannico George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (1903-1950), che allora ben rappresentava la dittatura sovietica e che oggi potrebbe rappresentare, in forma iperbolica, alcuni regimi pseudo-democratici moderni. Il film, così come il romanzo, ha la forte valenza politica, liberale e democratica, della ricerca della libertà, ci fa rivivere l'emozione della soffocante repressione, il tormento psicologico e la tortura fisica (il letto di Procuste) che rimanda il pensiero dal gulag all'inquisizione seicentesca e ai campi di prigionia nazisti. La realtà modificata e distorta a piacere dal sistema di potere che condiziona, piega o spezza ogni resistenza e fagocita ogni energia per restituire la realtà immutata ed immutabile del controllo totalitario.

Va' e uccidi (John Frankenheimer, USA 1962)
John Frankenheimer, Va' e uccidi, USA 1962 

 

In "Va' e uccidi, 1962" Raymond Shaw (Laurence Harvey) è un sergente meritevole di medaglia al valore, turbato per un incubo ricorrente scopre di essere stato sottoposto a lavaggio del cervello (brainwashing) dai comunisti in Corea e trasformato in un killer. Il maggiore Bennet Marco (Franck Sinatra) sospetta che sia un traditore, ma la realtà supera le sue congetture iniziali e il sergente Shaw è coinvolto in un attentato al Presidente degli Stati Uniti. All'uscita ebbe scarso successo ma fu riproposto più tardi, dopo i sanguinosi fatti che coinvolsero la famiglia Kennedy ed in particolare dopo l'assassinio di J. F. Kennedy. Venne ridistribuito nel 1987 riscuotendo un discreto successo legato al magnifico cast e alla sceneggiatura (tratta dal best seller di Richard Condon "The Manchurian Candidate, 1959").

È interessante notare come le tematiche affrontate nel film vengano attualmente supportate da una vasta letteratura (tra l'altro in alcune scene vengono citati alcuni testi specialistici sull'argomento per avvalorarne le tesi all'epoca ritenute di fantasia) e addirittura da apparati brevettati per trasmettere messaggi subliminali (immagini) e tramite un misto di farmaci e ipnosi determinare il controllo mentale a distanza ossia l'induzione di immagini mentali guidate da ipnosi, nei soggetti esposti, durante il sonno (microwave sound effects).

6 The manchurian candidate (Jonathan Demme, USA 2004)  6 The manchurian candidate (Jonathan Demme, USA 2004)
Jonathan Demme, The manchurian candidate, USA 2004 

 

L'attualità di questo tema ha permesso il remake del film da parte di Jonathan Demme ("The Manchurian Candidate, 2004") tratto all'omonimo romanzo. In questo caso il capitano Ben Marco (Denzel Washington) è il reduce della Guerra del Golfo del 1991 che scopre l'intreccio che si nasconde dietro il sergente Shaw (candidato alla Presidenza degli Stati Uniti), figlio di una potente senatrice (Maryl Streep) legata alla multinazionale Manchurian Global. Di romanzesco c'è sempre meno, la realtà a volte supera la più fervida fantasia degli autori letterari e degli sceneggiatori. Il film si concentra molto sulla psicologia dei personaggi, sulla capacità di reazione a situazioni di grave rischio oltre che al cinismo politico moderno per il quale il "fine giustifica i mezzi" e non ha rispetto di niente, né dello Stato, né dell'amore filiale e neppure della vita.

Una sceneggiatura di grande pregio vede protagonista Jacob Singer (Tim Robbins), laureato in filosofia, lavora come postino a New York; nel sonno è tormentato da oscuri incubi legati alla guerra che combatté nel Vietnam e dove fu ferito nel 1971. Cercando una spiegazione plausibile al suo male alla fine scopre che altri reduci del suo reparto soffrono degli stessi disturbi del sonno e come lui ne cercano le ragioni. Il film è basato su un fatto vero (smentito dal Pentagono) ed è stato sceneggiato da Bruce Joel Rubin e diretto dal regista inglese Adrian Lyne. Il regista, dopo i suoi grandi successi di cassetta ("9 settimane e 1/2" e "Flash dance") affronta un tema delicato e controverso che ha alimentato svariati dibattiti nei quali sono emersi sconcertanti testimonianze legate all'uso di droghe tra i soldati in campo di battaglia nella guerra del Vietnam. Il titolo originale "Jacob's Ladder, 1990" ossia "La scala di Giacobbe" che secondo l'iconografia biblica rappresenta la Morte ovvero l'allontanamento dalla vita (rappresentato come un'ascesa al cielo) tramite una scala a pioli (ladder) è stato modificato, nella versione italiana, in "Allucinazione perversa" sviando il pubblico dal significato politico del film (espressamente antimilitarista) e concentrando l'attenzione su una scena secondaria rispetto al contesto e la complessità della sceneggiatura, oltre che ambigua, caratterizzata da una presenza demoniaca nell'allucinazione notturna del protagonista. [Ho evitato volutamente e accuratamente di fornire dettagli significativi che vi farebbero perdere il piacere della scoperta del finale del film, se deciderete di vederlo.]

Un'altra originalissima sceneggiatura vede il protagonista Leonard vittima di un disturbo causata da un trauma che non gli permette di ricordare quello che ha fatto, detto o visto negli ultimi dieci minuti. Ma non si arrende e vuole scoprire chi ha violentato e ucciso sua moglie. Per ricordare utilizza un metodo empirico che consiste nel tatuare sul suo corpo i fatti cruciali della sua vicenda. Cerca vendetta, ma il suo disturbo si prende gioco di lui e lo svia dalla soluzione del caso. Il film ("Memento, 2000" di Christopher Nolan) è la narrazione a ritroso dei fatti, ad iniziare dalla fine: un'estenuante indietreggiare di tre passi ed avanzare di uno che sconvolge lo spettatore medio facendogli perdere il filo e costringendolo ad implementare delle strategie per ricordare i fatti che ora sembrano chiari, ora si contraddicono. Lo spettatore sperimenta la malattia di Leonard sulla sua pelle e spesso resta confuso, come chi ha subito un lavaggio del cervello e un impianto di nuovi ricordi, più volte durante il film.

Internato in un manicomio di Stato per controlli sul suo stato di salute mentale, il teppista Roundle P. McMurphy (Jack Nicholson) contagia i pazienti del reparto infondendo in loro il suo caratteristico senso di ribellione e di libertà. Il personale del manicomio ed in particolare l'infermiera responsabile del reparto (Louise Flecher) renderanno la vita di McMurphy un inferno. Il film di Milos Forman "Qualcuno volò sul nido del cuculo, 1975" premiato con 5 Oscar   (film, regia, sceneggiatura, attore e attrice protagonista), riesce a trattare con delicatezza e sensibilità argomenti e drammi delle nostre società di difficile rappresentazione. L'esclusione dei diversi, la fabbrica dei matti: gli oppositori, i non integrati, coloro che hanno la sensibilità per riconoscere ma l'incapacità di spiegare le storture e i sottili meccanismi di esercizio del potere.

"Il pasto nudo, 1991", liberamente tratto dall'omonimo romanzo di William S. Burroughs, autore della beat generation, con riferimenti alla biografia dell'autore e ad altri scritti. È il racconto allucinante della vita dell'aspirante scrittore Bill Lee (impersonato da Peter Weller) che si occupa di disinfestazione per conto di una ditta a New York, il quale diviene dipendente dallo stesso insetticida che utilizza per disinfestare gli appartamenti newyorchesi seguendo le orme della propria moglie. I film prosegue reificando le allucinazioni dell'uomo sotto l'effetto della droga nel suo tentativo di dare corpo alla sua volontà di scrittore. Come in un incubo orribilmente emergono le paure e si materializzano le congetture dell'autore sugli effetti della droga e sulle cause che lo hanno portato nello stato di prostrazione mentale in cui versa, vittima di un complotto. La parte finale mette in evidenza gli effetti di droghe psicotrope e allucinogene quali la mescalina, utilizzata al fine di facilitare il lavaggio del cervello e la riprogrammazione degli agenti infiltrati nei due blocchi antagonisti durante la guerra fredda. Burroughs ne parla prima che si abbia ampia documentazione (controllo mentale, controllo delle masse) delle manipolazioni subite anche da civili inconsapevoli ed inermi. Quest'opera mette in luce, ancora una volta, il coraggio e la caratura artistica del regista canadese David Cronenberg, il quale affronta con grande maestria, la difficile prova della messa in scena di molti dei temi trattati nel romanzo di Burroughs. Solo nel finale Cronenberg esplicita il tema principale, il totalitarismo e il controllo mentale tramite uso di droghe ad uso spionistico nel contesto della guerra fredda incombente. Questo tema è solo una parte dei temi espressi nell'opera letteraria e trasposti nella sceneggiatura del film da cui è liberamente tratto. Fernanda Pivano così sintetizzava: "Totalitarismo, capitalismo, tirannia psichiatrica, razzismo antiomosessuale, guerra nucleare, tossicodipendenza, lavaggio mentale, tecnologia quasi fantascientifica al potere: sono questi i veri protagonisti di tutti i romanzi di Burroughs e soprattutto del pasto nudo".

Liberamente ispirato al racconto tratto da "Cinque storie ferraresi" col quale Giorgio Bassani vinse il Premio Strega nel 1956, "Una notte del '43" diventa il film di Florestano Vancini "La lunga notte del '43, 1960". In una Ferrara avvolta dalla nebbia, fredda e cupa, abitata da spettri di oppressione e di guerra, nel novembre del 1943 dalla finestra della sua abitazione sopra l'omonima farmacia, il dottor Pino Barilari osserva con attenzione la monotona vita cittadina. Costretto a casa da una malattia, brucia i suoi giorni osservando con sarcasmo e cinismo gli eventi che stanno affossando l'Italia fascista prima della disfatta. Una notte è testimone incredulo e spaventato di una strage fascista (rievocazione dell'eccidio del 15 novembre 1943 a Ferrara). Le sue esperienze gli faranno capire che, alla fine della guerra, nulla sarà cambiato.

Florestano Vancini, La lunga notte del '43, Italia 1960

 

"Ogro, 1980" tratta gli avvenimenti spagnoli del 1973 relativi all'attentato all'ammiraglio Luis Carrero Blanco da parte degli indipendentisti baschi dell'ETA. "Ogro" ossia orco, era il soprannome di Carrero Blanco, designato probabile successore di Francisco Franco alla dittatura. L'ETA aveva progettato il rapimento del gerarca franchista per ottenerne la liberazione di un centinaio di prigionieri politici. Nel frattempo l'ammiraglio viene designato alla presidenza del consiglio dei ministri del governo spagnolo e allora decidono di eliminarlo. L'attentato viene raccontato da Pontecorvo con dovizia di particolari come un documento che raccoglie testimonianze di verità storica.

 
Gillo Pontecorvo, Ogro, Italia 1980

 

L'ossessione allegorica di Pier Paolo Pasolini in "Salò o le 120 giornate di Sodoma, 1975" è difficile da dimenticare. Lo Stato fascista generato dalla commistione di interessi e di potere, rappresentato dal Duca, l'Eccellenza, il Presidente e il Monsignore, maschere rispettivamente del potere monarchico/feudale, del potere dei burocrati, del potere dei dirigenti politici e del potere delle alte gerarchie ecclesiastiche, uniti dal solo intento di conservare questo potere con ogni mezzo, attuando le loro strategie per indebolire e umiliare il popolo, a partire dalle giovani generazioni, infinite volte, sino a piegare o a uccidere l'umanità ribelle che potrebbe covare in loro. Il film (vietato ai minori di 18 anni) esiste in tre versioni, delle quali la più breve (111 minuti) è la versione italiana censurata (esiste anche una versione integrale di 145 minuti). Durante la lavorazione vennero rubate alcune bobine e si è formulata l'ipotesi che Pasolini avesse incontrato uno dei suoi assassini proprio per recuperare tali bobine. Questo film, estremamente sgradevole alla prima visione, ha il pregio di materializzare il vero sentimento anti-fascista in maniera netta e viscerale, mettendo in luce i ruoli, gli scopi e le connivenze nell'attuazione del dominio degli uomini su altri uomini espresso dalle dittature e dai surrogati pseudo-democratici che mascherano il dominio assoluto sul mondo.

Un altro importante film anti-fascista, sulla resistenza e sul sacrificio per la libertà, è il film di Giuliano Montaldo "L'Agnese va a morire, 1976", interpretato dall'attrice svedese Ingrid Tulin. Agnese è una staffetta partigiana nelle valli del Comacchio; sfida il pericolo con la speranza di un futuro migliore per se stessa e le sue genti. Per fare sopravvivere il gruppo di partigiani che protegge, dovrà uccidere e sarà a sua volta uccisa.

Agnese va a morire (Giuliano Montaldo, Italia 1976) 
Giuliano Montaldo, Agnese va a morire, Italia 1976

 

Nel film d'esordio di Marco Tullio Giordana "Maledetti vi amerò, 1980", Svitol (Flavio Bucci) è un attivista politico che dopo cinque anni di esilio in America Latina, dove si era rifugiato credendo di essere ricercato per una denuncia per rissa e aggressione, rientra in Italia e la trova profondamente cambiata. Omologazione ovunque. I suoi vecchi amici, perlopiù imborghesiti dediti al commercio e alla cocaina o schiacciati dall'eroina. Nessun valore, nessun ideale ("[...] quando nella vita pubblica regna reciproca diffidenza in seguito all'influenza degli ignobili, ogni operare fecondo diventa impossibile [...]"). L'unico cui riconosce una sensibilità comune, seppure su versanti distinti, è il commissario di polizia che incontra al suo rientro. Svitol non si rassegna, non ritiene di essere saggio abbastanza ("[...] perciò il nobile sa che cosa deve fare in simili circostanze, nasconde i suoi pregi e si ritira in segretezza") e vuole un finale eroico che lo redima dalla inutile stagnazione della sua esistenza. Il film (il primo di Marco Tullio Giordana), malinconico e a tratti poetico, descrive il disagio di una generazione di fronte all'imbarbarimento dello scontro politico degli anni '70. Il film non è più in commercio da molti anni.

Marco Tullio Giordana, Maledetti Vi Amerò, Italia 1980

 

Un film minore, forse, ma con la giusta chiave di lettura diventa un buon film, sto parlando di "The Game - Nessuna regola, 1997". Un film strano per chi non coglie la vera "fratellanza" tra i due protagonisti del film. Metodi occulti per piegare gli individui "capaci" di fare la differenza. Un gioco che non è un gioco ma l'espressione vera della volontà di dominio, attuato con ogni mezzo, la televisione, il controllo, la manipolazione e l'inganno. Tecniche reali in un mondo in cui domina l'apparenza, celato ai più ma condiviso da molti. È dello stesso David Fincher di "Seven, 1995" e "Fight Club, 1999". 

David Fincher, The Game - Nessuna regola, USA 1997

 

Ancora più inquietante, "The Truman Show, 1998" del regista australiano Peter Weir. Truman (Jim Carrie) è in onda senza saperlo, fin dalla nascita. Un network trasmette la sua vita in un reality show. È finzione o realtà? Ciò che è certo è che "[...] se una cosa è possibile verrà sicuramente attuata da qualcuno, dopo un primo tentativo riuscito".

Il film del maestro francese Alain Resnais Mio zio d'America ("Mon oncle d'Amérique, 1980"), è un film di grande rilievo perché spiega in termini scientifici accessibili che l'uomo nel raggiungere una certa consapevolezza di se stesso è portato a fuggire da certe situazioni, a somatizzare certe costrizioni o a divenire aggressivo e violento. Il film è stato sceneggiato dallo scienziato Henri Laborit (il medico che sintetizzò in laboratorio i primi psicofarmaci) ed è autore del libro di successo "Elogio della Fuga". Il film è una sorta di docu-film che intercala scene di fiction a spiegazioni psicologiche/psichiatriche di ciò che sta accadendo. Assolutamente da non perdere.

Alain Resnais, Mio zio d'America (Mon oncle d'Amérique), Francia 1980

 

Per finire questa prima parte, mi piace ricordare il film culto di Alejandro Jodorowsky "La montagna sacra, 1973" e il capolavoro di fantascienza "Matrix, 1999". Jodorowsky si è posto un obiettivo ardito nel volere sintetizzare, in quasi due ore di cinema, la storia alchemica del mondo, ossia le vere regole del potere della conoscenza che guidano il mondo. Il film è una allegoria densa di informazioni e di indicazioni che possono essere colte solo dopo o con un attento studio. Il film si fonda sulla struttura classica del viaggio dell'eroe (un "ladro" che assomiglia nel volto all'immagine tramandata di Gesù, riunendo in sé gli opposti per rappresentare la totalità dell'essere) e del suo mentore, l'alchimista (interpretato dallo stesso Jodorowsky e indicante il potere della conoscenza e il dominio sulla materia e sugli eventi); la sceneggiatura è basato sulla concezione spiegata dall'enneagramma della personalità ossia un simbolo geometrico (diviso in nove parti uguali) utilizzato in ambito psicologico ed esoterico per classificare e spiegare gli eventi. Al di là delle apparenze e della cifra stilistica anni '70, il film riesce a incuriosire e stimolare la riflessione e l'approfondimento più sui contenuti che sul contenitore cinematografico. È un film da vedere (dello stesso autore "La talpa", ossia "El Topo, 1970").

Infine, in Matrix i fratelli Andy e Larry Wachowski svelano una grande quantità di segreti del potere occulto (la tana del coniglio), senza che ci accorgiamo di niente, ben mimetizzati come sono tra calci e pugni all'interno della trama fantascientifica. Si parla di apparenza e realtà, di rappresentazione mentale (mappa e territorio), di manipolazione del pensiero (mind control), di dèja-vù, di sogni e di schiavitù: "Tu sei uno schiavo Neo! Come tutti gli altri sei nato in catene sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente!". Si parla di eletto. Si parla di oracolo... Ma pochi capiranno la Verità!

Andy e Larry Wachowski, Matrix, USA/Australia 1999

 

Ci sono molte assonanze con altri film minori, che se accostati insieme, amplificano e rigenerano il significato profondo di questo film straordinario. Mi riferisco a "I guardiani del destino (The Adjustment Bureau, 2011)", "Zardoz, 1974", "Brave New World, 1998" del quale è in preparazione un remake, o ancora "Nemico pubblico (Enemy of the State, 1998)" il capolavoro di Tony Scott e Atto di forza ovvero "TotaRecall, 2012" di Len Wiseman (remake dell'omonimo film di Paul Verhoeven del 1990).

The Limits of Control (Jim Jarmusch, USA 2009)
Jim Jarmusch, The Limits of Control, USA 2009
 
Big Fish (Tim Burton, USA 2003)
Tim Burton, Big Fish, USA 2003

 

Filmografia essenziale sul potere

1949 Ratoff Gregory, Black Magic (Cagliostro), Italia USA
1960 Vancini Florestano, La lunga notte del '43, Italia
1961 Alain Resnais, L’anno scorso a Marienbad, Italia
1962 Frankenheimer John, Va' e uccidi, USA [2004 Demme Jonathan, The manchurian candidate]
1962 Welles Orson, Il processo, Francia Germania Italia Jugoslavia
1963 Rosi Francesco, Le mani sulla città, Italia
1966 Michelangelo Antonioni, Blow up, UK Italia
1970 Petri Elio, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Italia
1972 Rosi Francesco, Il caso Mattei, Italia
1973 Jodorowski Alejandro, La montagna sacra, Messico USA
1973 Visconti Luchino, Ludwig, Italia Francia Germania
1974 Boorman John, Zardoz, UK
1974 Pakula J. Alan, The Parallax View, USA
1975 Pollack Sydney, I tre giorni del condor, USA
1975 Rosi Francesco, Cadaveri eccellenti, Italia Francia
1975 Forman Milos, Qualcuno volò sul nido del cuculo, USA
1975 Pasolini Pier Paolo, Salò o le 120 giornate di Sodoma, Italia Francia
1975 Professione: reporter (The Passenger), Francia, Italia, USA, Spagna 
1976 Petri Elio, Todo Modo, Italia
1976 Montaldo Giuliano, L'Agnese va a morire, Italia
1979 Pontecorvo Gillo, Ogro (Operación Ogro), Spagna Italia Francia
1979 Ashby Hal, Oltre il giardino (Being There), UK
1980 Giordana Marco Tullio, Maledetti vi amerò, Italia
1980 Resnais Alain, Mio zio d'America (Mon oncle d'Amérique), Francia
1984 Radford Michael, Orwell 1984 (Nineteen Eighty-Four), UK
1990 Lyne Adrian, Jacob's Ladder, USA
1990 Verhoeven Paul, Atto di forza (Total recall), USA [2012 Wiseman Len, Total recall, USA]
1991 Cronenberg David, Il pasto nudo, Canada UK Giappone
1991 Brooks Albert, Prossima fermata: Paradiso (Defending Your Life), USA
1997 Fincher David, The Game 'Nessuna regola', USA
1998 Scott Tony, Nemico pubblico (Enemy of the State), USA
1998 Weir Peter, The Truman Show, USA
1999 Fincher David, Fight Club, USA
1999 Wachowski Andy e Larry, Matrix, USA Australia
1999 Kubrick Stanley, Eyes wide shut  
1999 Jonze Spike, Essere John Malkovich    
2000 Nolan Christopher, Memento, USA
2002 Natali Vincenzo, Cypher, USA
2003 Burton Tim, Big Fish, USA
2003 Hafstrom Mikael, Evil il ribelle, SVE
2009 Cameron James, Avatar, USA
2009 Jarmusch Jim, The Limits of Control, USA
2010 Burton Tim, Alice in Wonderland, USA
2011 Nolfi George, I guardiani del destino (The Adjustment Bureau), USA
2013 Andò Roberto, Viva la libertà, Italia
 
 Andò Roberto, Viva la libertà, Italia 2013

 

Leggi, dello stesso autore

   Controllo totale cura di Mauro Ennas

   La cultura del cambiamento a cura di Mauro Ennas

   Tra ragione e passione a cura di Mauro Ennas

 

Blog collettivo iglesiente

  

 

Un futuro distopico dietro l’angolo

 

 

La ricerca spasmodica dell'efficienza, dell'ottimizzazione dei processi, dell'automazione e del controllo ci ha portato a raggiungere risultati che solo cinquanta anni fa sembravano irraggiungibili. La velocizzazione delle azioni, operante sul continuo flusso di dati digitali, ha prodotto un'evoluzione a velocità crescente e ha espanso nuovi bisogni.

Il digitale è ovunque, dalle comunicazioni che ci forniscono l'ubiquità sognata, all'automazione con il controllo remoto che espande le nostre capacità in tutte le direzioni rendendo reale ciò che era solo concetto, modello, prototipo di una realtà irraggiungibile.

Dai processori paralleli   ai sistemi cibernetici, dalle comunicazioni in rete ai sistemi embedded (incorporati), dalla semantica al web, all'internet delle cose, dalle stampanti 3D ai sistemi autonomi, sino ai robot e agli   algoritmi che replicano   la logica deduttiva.

La maggiore efficienza e sostenibilità economica hanno creato   una realtà basata su un nuovo concetto: la fabbrica intelligente (smart factory) o Industria 4.0.

Tutto questo delinea   un mutamento radicale   nella concezione del   lavoro e una   profonda rivoluzione, la quarta rivoluzione industriale, quella dell'intelligenza artificiale e della robotica, ossia della genesi meccatronica del Silicio.

Così come le   prime tre rivoluzioni hanno visto lo sfruttamento della potenza   del vapore dell'acqua   per indirizzare la produzione e potenziare i trasporti, allo stesso modo la potenza elettrica ha   guidato l'espansione dell'automazione dei processi e la comunicazione analogica sino alla codifica e decodifica digitale della nuova era contemporanea. Ciò ha permesso   di costruire i calcolatori elettronici e   accelerare il trattamento   dei dati sino   a razionalizzare e sintetizzare i contenuti al fine di creare nuovi concetti, modelli della realtà a imitazione della natura.

Tutto questo al fine di garantire maggiore   potenza all'azione fisica   e alla precisione  diagnostica espandendola a tal   punto da prefigurare la realizzazione di macchine sempre più autonome e reattive sempre più precise e performanti, sempre più vicine all'ideale  umano sempre più   perfette e potenti   sino a presagire il superamento   dell'intelligenza umana grazie alla connettività e   alla possibilità di   fare ereditare a un   singolo dispositivo la potenza   dell'intera rete. Una mente elettronica unificata dalle implicazioni e conseguenze non ancora del tutto esplorate. Un accentramento delle informazioni sta alla base della costruzione dell'Impero mondiale. La dittatura dell'informazione:

1. La proibizione della moneta contante vincolerà ogni individuo al suo numero di conto bancario: se non avrai un conto bancario non esisterai, sarai cancellato e regredito allo stadio di "bestia da soma". Il sistema assegnarà premi alle persone conformi a "certi requisiti" e punizioni (con la minaccia di annullamento del conto bancario) ai dissenzienti.
 
Noam Chomsky: il denaro come strumento del potere

 

2. Il sistema di voto sarà automatizzato (leggi “voto elettronico”), ti convinceranno che il voto sarà ancora segreto, mentre invece la tua scelta sarà registrata in un database dal quale si potrà evidenziare la tua fedeltà o meno al sistema, come fanno già in paesi che hanno adottato (seppure parzialmente), sistemi di voto elettronico.

Brogli elettronici
 
 
Moneta elettronica

 

Tutti i segnali logici di natura elettrica sono entità immateriali e possono essere manipolati e modificati a piacere senza che nessuno, neppure i più esperti, possano fare qualcosa per accorgersi delle modifiche (se non rilevarle mentre si verificano).

3. I sistemi di videosorveglianza terrestri e/o satellitari potranno monitorare 24 ore al giorno (h24) gli spostamenti delle persone nelle città che diventeranno delle carceri a cielo aperto. Ma soprattutto:

  • le centraline GPS diventeranno obbligatorie su ogni mezzo di trasporto;
  • un sensore sottocutaneo verrà impiantato in ogni individuo come si fa oggi con i cani: diranno che serve per motivi di reperimento veloce delle informazioni sanitarie, e questo sarà sufficiente a convincervi;
  • gli apparati di videosorveglianza interna ai vostri appartamenti saranno accessibili da remoto, così come i vostri elettrodomestici intelligenti e si potrà sapere cosa accade dentro i vostri appartamenti e registrare le conversazioni; attualmente vengono installati microfoni spia dei contatori elettrici per monitorare le abitazioni di presunti (?) criminali;
La dittatura a punti
 
GPS inside
 
Nanotecnologie

 

4. Le più avanzate tecnologie di manipolazione a distanza (effetti acustici delle microonde) verranno utilizzate per condizionarvi a distanza e trasmettere messaggi comprensibili da persone singole o da gruppi distribuiti su varie aree; si potranno effettuare cancellazioni di memoria intervenendo, con lo stesso sistema, sulla fase REM del sonno dell'individuo bersaglio, in fase di memorizzazione. Per individuarvi si serviranno, in una prima fase (quella attuale) dei GPS sui vostri telefonini, poi in futuro del sensore all'intreno dell'impianto sottocutaneo che ognuno sarà obbligato a portare come “marchio” all'interno del proprio corpo; dispositivi simili agli attuali "dispositivi per sordi" saranno apparati radio bidirezionali utili ai controllori del sistema per comunicare tra loro.

 
Manipolazione a distanza tramite microonde; onde e. m. direzionali (english only).
 
Esperimento sociale con "Audio Spolight", tramite onde acustiche direzionali.

 

5.  I robot. Presto verranno introdotti sul mercato, in modo massiccio e pervasivo, i robot per uso domestico e di socialità. Sono già disponibili spazzole rotanti per la pulizia della casa o ricevitori di comandi audio per il controllo domotico ma tra pochi anni avremo una invasione di umanoidi dotati di intelligenza artificiale e la società subirà un cambiamento drastico epocale. Le maggiori fabbriche di automobili del mondo come Volkswagen hanno già annunciato la fine del tourn over del personale, ciò significa che alla fine della carriera di un operaio non verranno più assunti uomini ma resi operativi nuovi robot. La fine del lavoro teorizzata da Jeremy Rifkin si sta materializzando sotto i nostri occhi. La propaganda ammaliatrice è già iniziata.

Robot militari 

 

E non finisce qui...

Parte del progetto è già stato attuato, complice l'ignoranza scientifica e tecnologica dei più e soprattutto la complicità di ipocriti e mediocri personalità che disprezzano il "bene comune", la democrazia e non hanno nessuna cura per il futuro delle nuove generazioni.

Forse è troppo tardi. Ma non è detto!

 

Leggi anche

   Noam Chomsky: le armi del potere a cura di Mauro Ennas

   Controllo totale a cura di Mauro Ennas

   Le reti sociali reali e virtuali a cura di Mauro Ennas

   Social network e società a cura di Mauro Ennas

 

Blog collettivo iglesiente

  

 

Click to listen highlighted text! Powered By GSpeech